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Svizzera-Libia: Amnesty, 14 mila firme per liberazione Max Göldi

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 marzo 2010 - 16:36
(Keystone-ATS)

BERNA - Amnesty International ha inviato a Tripoli una petizione, corredata di 14 mila firme, in cui si chiede la liberazione immediata dell'imprenditore Max Göldi, condannato in Libia a quattro mesi di carcere per violazione della legge sul soggiorno e l'immigrazione.
La petizione, accompagnata da una lettera, è stata indirizzata al ministro libico della giustizia Mustafa Muhammad Abdeljalil. L'organizzazione umanitaria afferma in un comunicato che Göldi è stato condannato sulla base di motivazioni politiche e va quindi rilasciato al più presto. Spiega anche che lo svizzero "viene trattato correttamente e riceve regolarmente visite da parte dell'ambasciata elvetica".
Da Strasburgo giunge intanto notizia che un eurodeputato di Malta ha invitato la Commissione europea ad accelerare la sua missione di mediazione volta a risolvere la crisi dei visti tra Berna e Tripoli, che ha finito per coinvolgere tutti i paesi dell'area Schengen.
Il contenzioso sorto tra due paesi non appartenenti all'UE sta sollevando "gravi problemi" ai cittadini dell'Unione europea, in particolare agli uomini d'affari, che non possono più entrare in Libia, ha dichiarato Simon Busuttil all'Europarlamento, riunito in sessione plenaria.
L'UE non è parte in causa e i suoi cittadini non devono quindi patire di questa situazione, ha detto Busuttil, membro del partito nazionalista maltese. La vertenza, nata dopo che la Svizzera ha stilato una lista nera di alti dignitari libici, va quindi appianata al più presto.

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