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Unità speciale DEE 10: fulcro impegno all'interno, Maurer

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 dicembre 2010 - 18:16
(Keystone-ATS)

ADELBODEN BE - Il Distaccamento d'esplorazione dell'esercito (DEE 10), inizialmente previsto per impegni all'estero, dovrà d'ora in poi essere impiegato in primo luogo per interventi in Svizzera. Lo ha annunciato oggi ad Adelboden (BE), suo comune di origine, il ministro della difesa Ueli Maurer.
Durante una conferenza stampa di bilanci e prospettive sulla politica di sicurezza elvetica, Maurer ha spiegato questa novità - senza fornire esempi concreti - sostenendo che azioni di commando all'estero contro il volere degli Stati interessati sono una "impossibilità politica". "Nessuno Stato del mondo negli ultimi anni ha condotto simili azioni", ha proseguito il consigliere federale.
Un impiego dell'unità di élite per aiutare i due ostaggi svizzeri in Libia a fuggire era stato preso in considerazione dal Consiglio federale. Il fatto aveva suscitato parecchie critiche. Il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS), che era al corrente del piano, ha indicato che esso era meno sviluppato di quanto generalmente si ritenga.
Maurer non ha tuttavia fornito maggiori precisioni sulla vicenda, limitandosi a dire che essa non dovrebbe più ripetersi. Inoltre, il numero dei militari professionisti che compongono il DEE 10, attualmente una quarantina, non dovrà essere aumentato.
Ad Adelboden, il consigliere federale UDC ha pure annunciato che l'ex consigliere agli Stati Hansruedi Stadler (PPD/UR) è stato designato responsabile esterno all'Amministrazione incaricato di sorvegliare l'attuazione delle misure prese dopo il nuovo caso di schedature a tappeto emerso in estate.
Maurer ha così risposto a una delle raccomandazioni fatte dalla Delegazione delle commissioni di gestione delle Camere federali, la quale aveva rivelato in giugno che per anni un servizio segreto della Confederazione aveva schedato oltre 100'000 persone senza procedere ai controlli legali d'uso.
Stadler sarà una sorta di "preposto alla protezione dei dati". A lui spetterà la decisione di un eventuale accesso alle informazioni o della loro cancellazione.

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