UBS: Artisan Partners chiede alla banca di lasciare la Svizzera
Il gestore patrimoniale statunitense Artisan Partners esorta UBS a lasciare la Svizzera alla luce delle norme più severe in materia di requisiti patrimoniali previste. La Confederazione non sarebbe più una sede attraente per la grande banca.
(Keystone-ATS) Ciò alimenta ulteriormente il dibattito già in corso su un possibile trasferimento della maggiore banca elvetica fuori dalla Svizzera.
I due team di investimento di Artisan, Global Value e International Value, gestiscono complessivamente per conto dei propri clienti oltre 60 milioni di azioni UBS, pari ad oltre l’1,8% del capitale azionario della grande banca.
I requisiti patrimoniali previsti sono “eccessivi, punitivi e inutili”, scrivono i gestori del fondo in una lettera pubblicata oggi e indirizzata al Consiglio di amministrazione (CDA). Secondo i loro calcoli UBS dovrebbe aumentare il proprio capitale di base (CET1) da 56 a 72 miliardi di dollari; i 16 miliardi in più potrebbero invece generare rendimenti in un paese con normative meno rigide. Artisan quantifica il valore di Borsa perso in 36 miliardi di dollari, ovvero circa il 23% dell’attuale valore di UBS.
Il CDA dovrebbe quindi agire e separarsi da un paese e da un sistema normativo “che non gli lasciano alcuna scelta reale”, si legge nel documento.
UBS ha preso atto della lettera aperta: “come abbiamo sempre affermato, il nostro obiettivo è continuare a operare con successo come banca globale dalla Svizzera”, ha dichiarato un portavoce della grande banca su richiesta dell’agenzia di stampa AWP.
UBS tutelerà gli interessi dei propri azionisti e continuerà a fornire dati e analisi per un processo decisionale ben fondato. Si impegna a favore di una regolamentazione che sia “veramente mirata, proporzionata e coordinata a livello internazionale” e che affronti le cause della crisi del Credit Suisse, ha aggiunto.
Il Consiglio federale vuole che UBS copra al 100% le partecipazioni nelle controllate estere con capitale di base duro. La settimana scorsa il Consiglio degli Stati ha optato per una variante leggermente meno rigorosa, pari al 90%. Attualmente la quota è del 45%. Il progetto passa ora al Consiglio nazionale.
La maggiore banca elvetica ritiene che le proposte del governo e della Camera dei Cantoni siano troppo severe: a suo avviso la versione approvata dai “senatori” comporterebbe un inasprimento “eccessivo” dei requisiti patrimoniali svizzeri, che già oggi sono tra i più severi al mondo. UBS stima che con la soluzione del Consiglio degli Stati il suo fabbisogno di capitale aggiuntivo ammonterebbe a circa 16 miliardi di dollari.