UBS sbarca su mercato obbligazionario cinese, suo primo Panda bond
UBS fa il suo ingresso nel mercato obbligazionario cinese con un'emissione storica: un prestito miliardario in yuan, il primo per una banca elvetica, che segna una svolta nell'integrazione finanziaria tra la Svizzera e la seconda economia mondiale.
(Keystone-ATS) Oggi la società ha collocato un cosiddetto “Panda bond” (un’obbligazione appunto in renminbi emessa da un emittente non cinese e venduta nella Repubblica Popolare) a cinque anni, raccogliendo circa 2 miliardi di yuan (240 milioni di franchi), un’operazione che gli esperti definiscono strategica in un momento di crescente frammentazione dei mercati globali.
“Questo conferma che il mercato obbligazionario cinese sta gradualmente diventando un’alternativa credibile a quelli tradizionali in dollari ed euro”, commenta John Plassard, socio di Cité Gestion, banca privata presente anche a Lugano, sottolineando che le regole sono ora più chiare e le scadenze più lunghe. L’istituto guidato da Sergio Ermotti segue le orme di grandi banche europee come Deutsche Bank, che quest’anno ha battuto un record con 5,5 miliardi di yuan, e BNP Paribas, prossima a superare i 6 miliardi.
L’emissione arriva a coronamento di un’espansione già ben avviata nel paese, che ha visto UBS chiudere il 2025 con un fatturato locale in crescita di oltre il 40% e un utile ante imposte più che raddoppiato. La banca ha anche acquisito in aprile il pieno controllo di UBS Securities, società di intermediazione con sede nel Dragone, portando la partecipazione dal 67% al 100%.
Il momento appare ben scelto: “in un mondo finanziario più diversificato disporre di più mercati di finanziamento è un vantaggio strategico importante”, argomenta Plassard. Questo per non dipendere esclusivamente dagli investitori americani ed europei. L’operazione rafforza inoltre l’ancoraggio locale e la credibilità di UBS presso i regolatori e investitori cinesi, non solo nell’amministrazione patrimoniale, bensì anche nel finanziamento domestico. “Emettere in yuan sul mercato locale è più strutturante di una semplice obbligazione offshore a Hong Kong”, spiega l’esperto.
Inoltre la banca si mette in pole position per approfittare del boom tecnologico cinese. “Lo yuan consente di finanziarsi nella valuta delle attività in Cina”, osserva Plassard. Si colgono così le opportunità legate all’ondata di quotazioni delle aziende di intelligenza artificiale.
Secondo gli specialisti il successo dell’emissione, con un tasso particolarmente basso dell’1,78%, riflette la fame di “firme” internazionali da parte degli investitori locali, in un paese che possiede uno dei più grandi serbatoi di liquidità al mondo.