Un servizio civile volontario per una politica attiva di pace

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Seconda iniziativa del Gruppo per una Svizzera senza esercito, che vuole istituire un servizio civile volontario in favore della pace.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2001 - 17:17

A dicembre si vota nuovamente su due iniziative lanciate dal Gruppo per una Svizzera senza esercito.

L'iniziativa denominata "la solidarietà crea sicurezza " propone la costituzione di un servizio civile volontario, concepito come strumento per una politica attiva di pace. L'accento è posto innanzitutto sulla formazione. L'obiettivo è di sviluppare competenze nella gestione non violenta dei conflitti.

Il servizio civile per la pace organizzerebbe inoltre azioni non armate per la pace, su domanda di organizzazioni non governative, di istituzioni statali e di organizzazioni internazionali. Le direttive ed il controllo sul suo operato sarebbero affidati ad una commissione indipendente. Nella commissione dovrebbe esservi un'equa rappresentanza dei sessi e delle organizzazioni umanitarie.

L'organismo, aperto a donne e uomini residenti in Svizzera, sarebbe finanziato con fondi pubblici. I volontari sarebbero indennizzati analogamente a chi presta servizio militare o servizio civile.

La promozione della pace già parte integrante della politica estera svizzera

Nel suo messaggio a riguardo, il Consiglio federale raccomanda di respingere l'iniziativa, senza proporre un controprogetto. Il governo ritiene che la promozione della pace sia già parte integrante della politica estera e della sicurezza svizzera e teme per la coerenza dell'impegno della Confederazione nell'ambito dell'aiuto umanitario. Ricorda inoltre che la Svizzera ha dato vita già nel 1999 ad un corpo di esperti civili per la pace.

Le critiche all'iniziativa si appuntano anche sulle possibili sovrapposizioni tra il nuovo servizio civile per la pace e il servizio civile offerto come alternativa a chi per motivi di coscienza non intende prestare servizio militare. In parlamento sono poi stati espressi dubbi sull'efficacia di un'azione per la pace svolta da volontari non professionisti e sulla possibilità di tenere sotto controllo i costi dell'istituzione.

Una dimensione nuova

I sostenitori dell'iniziativa evidenziano invece la dimensione innovativa che il servizio civile per la pace conferirebbe alla politica elvetica per la sicurezza. Nella proposta non ravvisano una sovrapposizione al servizio civile attuale, bensì un suo complemento, oltre che un impulso positivo alla sua evoluzione.

Molto peso è dato al ruolo formativo della nuova istituzione, che favorirebbe una diffusa capacità di affrontare le situazioni di conflitto violento. Ciò andrebbe a favore non solo delle istituzioni e delle organizzazioni attive nella promozione della pace, ma anche della società elvetica.

Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati hanno seguito le indicazioni del Consiglio federale, respingendo l'iniziativa. A favore hanno votato verdi e socialisti, oltre che alcuni esponenti del Partito democratico cristiano. Contrari i partiti borghesi.

Andrea Tognina

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