Una generosità senza precedenti

Un bambino indonesiano beve acqua potabile fornita dalle agenzie umanitarie Keystone

La colletta della Catena della Solidarietà a favore delle vittime del maremoto nell'Asia meridionale ha superato la soglia dei 20 milioni di franchi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 dicembre 2004 - 16:02

Per soccorrere i sopravvissuti le organizzazioni umanitarie devono affrontare ancora molti ostacoli sul posto: accesso, trasporti, comunicazioni.

Giovedì in Svizzera la Catena della Solidarietà ha ricevuto promesse di donazioni per nove milioni di franchi. Il responsabile della comunicazione dell'organizzazione Roland Jeanneret ha definito il risultato «sensazionale».

E la giornata ufficiale di colletta della Catena della solidarietà deve ancora arrivare: il 5 gennaio, quando si celebrerà anche una cerimonia religiosa nella cattedrale di Berna.

Durante tutta la giornata, dalle sei a mezzanotte, le reti radio-televisive nazionali parteciperanno insieme all’azione di raccolta di donazioni.

Cifre record si stanno registrando anche in Italia, Francia, Germania…un po’ in tutti i paesi del “primo mondo”. E la spinta di generosità viene soprattutto dai privati. In poche ore solo nel Regno Unito una raccolta della popolazione ha raggiunto i 45 milioni di euro. Più di quanto promesso da tanti governi.

Il disastro universale proprio a Natale

Gli Stati, oltre alle promesse di fondi, possono dare il loro contributo in altri modi. Inviando aiuti nel sud est asiatico: missioni tecniche, mezzi e materiale, mettendo a disposizione personale dell’esercito, della protezione civile, sostenendo le organizzazioni umanitarie e le Ong di ogni tipo.

I privati invece per il momento possono fare solo questo: offerte in denaro. Il cataclisma di dimensioni epocali tocca l’animo di tutti.

Un po’ è l’effetto feste di Natale, un po’ il fatto che il disastro ha fatto tante vittime anche tra gli occidentali: il primo vero disastro universale del nuovo millennio, come lo ha definito in un suo commento il Corriere della Sera.

Soccorsi anche nelle zone più impervie

Una piccola nota positiva nello sconforto totale: i convogli di autotreni pieni di generi umanitari cominciano ad arrivare anche nelle località finora irraggiungibili, come la provincia indonesiana di Aceh.

Su di essa si è intensificato l'aiuto aereo con lanci di generi di prima necessità.

Nell'Aceh, dov'era in corso la guerra tra governo e separatisti islamici, paradossalmente la battaglia continua, nonostante vi siano mezzo milione di persone che hanno urgente bisogno di assistenza.

L'esercito continua le sue operazioni contro la guerriglia, mentre questa approfitta del caos per rafforzare le sue posizioni.

Capodanno da austerity

Una forma di solidarietà è anche quella che hanno proposto molti Paesi, dove hanno prevalso buonsenso e pietà: annullare le feste in piazza del Capodanno. Il denaro per i fuochi pirotecnici e altro sarà devoluto alle vittime del maremoto.

A Lugano il Consiglio comunale aveva in un primo tempo deciso di rinunciare al San Silvestro pubblico, ma ha poi deciso di non “cedere alla rassegnazione”. Durante la festa saranno comunque numerosi gli appelli alla solidarietà lanciati dagli animatori della radio e della televisione.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Offerte in favore delle vittime possono essere fatte sul CCP: 10-15’000-6 con la menzione "Sisma in Asia".
I famigliari degli svizzeri presenti nelle regioni colpite possono chiamare il numero 0041-31-325-33-33 del Dipartimento degli affari esteri.

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In breve

Il maremoto del 26 dicembre al largo dell’isola indonesiana di Sumatra ha raggiunto il nono grado della scala Richter.

Numerose onde devastatrici hanno colpito lo Sri Lanka, l’India, l’Indonesia, la Malesia, la Thailandia, il Myanmar (Birmania), le Maldive e il Bangladesh. Il maremoto ha raggiunto anche la costa orientale dell’Africa.

Si contano per il momento oltre 130 mila vittime, e più di 5 milioni sono i senzatetto.

13 le vittime svizzere per ora confermate: dispersi più di 5 mila europei, tra cui 70 cittadini elvetici. Ma non si hanno notizie di 850 connazionali.

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