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Usa: schiavitù infantile, stop causa contro Nestlé e Cargill

La Corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito di non poter dare un giudizio su un abuso avvenuto al di fuori degli Usa. KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT sda-ats

(Keystone-ATS) La Corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito che i giganti alimentari Nestlé Usa e Cargill non possono essere citati in giudizio per schiavitù infantile nelle fattorie africane da cui acquistano il loro cacao. Lo riporta la Bbc.

Sei uomini africani hanno affermato di essere stati deportati dal Mali quando erano ragazzini e costretti a lavorare nelle fattorie di cacao in Costa d’Avorio.

La corte ha stabilito di non poter dare un giudizio su un abuso avvenuto al di fuori degli Stati Uniti. Non si è espressa sulla possibilità di utilizzare l’Alien Tort Act, una legge del XVIII secolo in base alla quale le aziende statunitensi sono responsabili degli abusi sul lavoro commessi nelle loro filiere di approvvigionamento all’estero.

Circa il 70% del cacao mondiale viene prodotto in Africa occidentale e gran parte di questo viene esportato negli Stati Uniti.

Si stima che 1,56 milioni di bambini lavorino nelle fattorie di cacao in Costa d’Avorio e Ghana, secondo un rapporto pubblicato dal Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti lo scorso anno.

Nella loro causa, il gruppo di uomini ha affermato di essere stato costretto a lavorare nelle fattorie di cacao per 12-14 ore al giorno. Hanno anche detto di essere tenuti sotto scorta armata mentre dormivano, per impedire loro di fuggire, e di essere pagati poco oltre il cibo di base.

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