USS: “altolà ad attacco agli stipendi, referendum su salari minimi”
Altolà dell'Unione sindacale svizzera (USS) alle disposizioni di legge sui salari minimi appena approvate dalle camere federali.
(Keystone-ATS) Il parlamento ha dato il via libera a una normativa che calpesta i voti popolari nei cantoni e condanna migliaia di lavoratori a stipendi da fame, denuncia l’organizzazione. Sarà quindi lanciato il referendum.
“Con l’attacco ai salari di oggi, le remunerazioni minime cantonali e comunali non potranno più essere applicate a tutti i lavoratori, anche se i cantoni o i comuni hanno espressamente deciso il contrario”, scrive la centrale sindacale in un comunicato odierno. I lavoratori con stipendi bassi nel settore della ristorazione e delle pulizie vedranno ridursi la propria busta paga; ma ne risentiranno anche gli addetti dei saloni di parrucchiere, delle agenzie di lavoro interinale, dei panifici, delle macellerie e di altri rami mal retribuiti.
La decisione dei deputati bernesi vanifica le scelte democratiche, insiste l’USS. A Ginevra e a Neuchâtel l’elettorato ha approvato salari minimi applicabili a tutti i lavoratori. Lo stesso vale per Zurigo e Winterthur. Anche nel canton Ticino il Gran consiglio ha detto sì a un salario minimo per tutti. Il progetto ora approvato a Berna ignora queste decisioni. Laddove le remunerazioni minime sono già in vigore, come a Ginevra, Neuchâtel e nella città di Lucerna, non saranno più adeguate al rincaro. Negli altri luoghi non potranno più essere introdotti per i lavoratori dei comparti con salari bassi.
“La decisione costituisce un attacco al federalismo”, sostiene l’associazione di difesa dei lavoratori. La politica sociale e i salari minimi rientrano nelle competenze dei cantoni e dei comuni, che sostengono i costi dell’assistenza sociale. Allo stesso tempo, in futuro non potranno più adottare strumenti efficaci per prevenire la povertà da lavoro. “In sintesi: Berna impone, i cantoni pagano”.
Secondo l’USS si è di fronte a un segnale pericoloso. Le disposizioni salariali contenute nei contratti privati – i contratti collettivi di lavoro, per quanto importanti, rimangono tali – dovrebbero ora prevalere sulle leggi approvate democraticamente. “Ciò viola lo stato di diritto e la costituzione”.
Per l’Unione sindacale i salari minimi sono una storia di successo. “Laddove vengono introdotti, diminuiscono gli stipendi da fame, senza che la disoccupazione aumenti”. Per l’USS in Svizzera i salari devono essere sufficienti per vivere e i risultati delle votazioni popolari devono essere rispettati. Per questo motivo l’organismo USS lancia il referendum: “al più tardi alle urne, il popolo fermerà questo attacco”, conclude la nota.