UST: rincaro del +0,3% su un anno e del +0,2% mensile
Nel marzo 2026 l'indice dei prezzi al consumo (IPC) è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, attestandosi a 100,8 punti. Su base annua, il rincaro è stato del +0,3%. È quanto emerge dai dati dell'Ufficio federale di statistica (UST) pubblicati oggi.
(Keystone-ATS) Sui dodici mesi gli esperti intervistati dall’agenzia AWP avevano previsto un aumento compreso tra lo 0,3 e lo 0,6%: il tasso di inflazione si è quindi attestato nella fascia più bassa delle previsioni, mentre su base mensile gli economisti avevano pronosticato un valore compreso tra lo 0,1 e lo 0,5%.
La crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente è riconducibile in particolare all’aumento dei prezzi dell’olio da riscaldamento e dei viaggi forfetari internazionali, scrive l’UST in un comunicato.
Sono lievitati anche i prezzi dei trasporti aerei come pure quelli della benzina e del diesel. Sono invece calati i prezzi del8 settore alberghiero e paralberghiero come pure quelli per il noleggio auto e car sharing.
Con l’aumento del prezzo del petrolio, sono diventati più costosi soprattutto i beni importati. Il rincaro annuale in questo ambito si è attestato al -0,3%. A dicembre era ancora nettamente in territorio negativo, con un -1,6%. Rispetto a febbraio, i prezzi all’importazione sono aumentati dell’1,8%.8
L’inflazione dei beni nazionali è stata dello 0,5% su base annua, rimanendo quindi pressoché invariata. L’inflazione core – esclusi energia, carburanti, prodotti freschi e stagionali – è aumentata a marzo dello 0,4% rispetto al valore del 2025.