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Vaticano: 2025 anno particolarmente intenso per le guardie svizzere

Keystone-SDA

Il decesso del Papa e il successivo conclave, un giubileo: l'anno 2025 è stato eccezionale per la Guardia svizzera pontificia, come riporta il rapporto annuale pubblicato oggi. Per quanto riguarda gli effettivi, sono arrivate 32 nuove reclute, a fronte di 29 partenze.

(Keystone-ATS) Il lunedì di Pasqua, la morte di papa Francesco ha richiesto che tutte le guardie fossero richiamati dalle loro licenze. Il periodo di vacanza della Santa sede e il conclave sono stati particolarmente impegnativi.

La veglia funebre ha richiesto un servizio 24 ore sue 24, con turni di sei ore con otto guardie attive. Il fatto che l’intero effettivo contasse su 135 militi ha fatto sì che numerose persone abbiano dovuto compiere doppi turni.

Tra gli altri compiti di quel momento vi erano la protezione del collegio cardinalizio e la sicurezza durante il funerale, che ha visto la partecipazione di oltre 180 delegazioni ufficiali. Tale situazione ha richiesto uno stretto coordinamento con le autorità di sicurezza vaticane e italiane.

Anche la riattivazione della residenza estiva di Castel Gandolfo da parte del nuovo pontefice Leone XIV ha rappresentato una mole di lavoro supplementare. Il Corpo ha pure portato avanti il progetto di costruzione della nuova caserma. I piani sono in fase di completamento e andranno poi sottoposti all’UNESCO per l’approvazione. Inoltre l’aumento dei prezzi nel settore edile a Roma ha comportato costi aggiuntivi.

Nel corso del 2025, 32 nuove reclute si sono unite alla guardia pontificia, mentre in 29 hanno lasciato il servizio. Mercoledì prossimo i nuovi arrivati presteranno giuramento, alla presenza anche del presidente della Confederazione Guy Parmelin. Per lui è in programma anche un incontro con Leone XIV.

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