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Venezuela: da Cina 14,7 milioni in aiuti per operazioni soccorso

Keystone-SDA

La Cina invierà 100 milioni di yuan (14,7 milioni di dollari) in aiuti umanitari al Venezuela per far fronte ai danni causati dal terremoto. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in conferenza stampa.

(Keystone-ATS) Il governo cinese fornirà al Venezuela “rifornimenti di emergenza a titolo gratuito” per sostenere “i soccorsi post-terremoto e la ricostruzione post-catastrofe”, ha dichiarato Guo aggiungendo che i rifornimenti saranno consegnati “il prima possibile”.

Pechino fornirà inoltre a Caracas immagini satellitari delle aree colpite per facilitare le operazioni di soccorso: “La Cina è pronta a fornire ulteriore sostegno al Venezuela man mano che la situazione evolve”, ha affermato.

Dal canto suo, l’Unione europea fornirà 5 milioni di euro in aiuti umanitari per fornire assistenza immediata alle comunità più colpite dai terremoti in Venezuela. Questo finanziamento di emergenza – riferisce la Commissione europea – si concentrerà sulla fornitura di alloggi e assistenza sanitaria alle persone colpite dal disastro.

Inoltre, l’Ue sta anche organizzando un ponte aereo umanitario per trasportare beni di prima necessità nelle zone colpite. Un volo è previsto in partenza da Copenaghen all’inizio di questa settimana, con circa 50 tonnellate di materiale per la costruzione di alloggi, attrezzature per l’acqua e i servizi igienico-sanitari e materiale scolastico. Questo nuovo aiuto si aggiunge ai 52 milioni di euro già stanziati quest’anno per far fronte alle conseguenze umanitarie della crisi socio-economica in Venezuela.

Gli aiuti umanitari erogati fanno seguito ai continui sforzi dell’Ue per coordinare la risposta all’emergenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea. La Commissione ha ricevuto offerte da 11 Stati membri dell’Ue e uno Stato partecipante, che forniscono squadre di ricerca e soccorso, squadre mediche e supporto per le telecomunicazioni.

Nel fine settimana, un team di 11 esperti tecnici provenienti da Spagna, Austria, Italia, Lussemburgo, Belgio, Estonia e dal Centro di coordinamento per la risposta alle emergenze (Ercc) della Commissione europea è arrivato in Venezuela per supportare le operazioni sul campo, oltre a un ulteriore team di esperti fornito dall’Italia. Questo porta a un totale di 14 i Paesi dell’Ue che hanno contribuito finora con squadre di ricerca e soccorso, squadre mediche e supporto alle telecomunicazioni, o con competenze tecniche.

Inoltre, è stato attivato il servizio satellitare Copernicus in modalità di mappatura di emergenza. Questo permette di acquisire immagini ad alta risoluzione delle zone di crisi, convertendo i dati grezzi in mappe utilizzabili dalle squadre di soccorso, dalle Ong e dalle autorità di protezione civile. Copernicus ha già prodotto 25 mappe e 13 immagini relative a 13 diverse aree di interesse.

Intanto, si continua a scavare senza sosta tra le macerie degli edifici distrutti dal forte terremoto alla ricerca di superstiti. Il numero delle vittime, secondo l’ultimo bilancio, è di oltre 1’400 e oltre 50 mila i dispersi. Dal canto suo, la leader dell’opposizione venezuelana, María Corina Machado ha detto di voler tornare in Venezuela.

Anche l’ex presidente del Venezuela, catturato dalle forze statunitensi a gennaio, ha pubblicato un messaggio che avrebbe scritto dalla sua cella della prigione di New York in cui è rinchiuso e nel quale afferma che lui e sua moglie, Cilia Flores, anche lei detenuta, “elevano le loro preghiere” per le persone colpite dal sisma. E aggiunge che, sebbene i terremoti di mercoledì scorso possano essere “tra i più dolorosi mai vissuti… dobbiamo essere grati per la risposta immediata e solidale dei popoli e dei governi di tutto il mondo”.

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