Alcool e volante sempre più distanti
Il livello massimo tollerato di alcolemia (la percentuale di alcool nel sangue) degli automobilisti verrà ridotto dallo 0,8 allo 0,5 per mille. L'ha deciso giovedì il Consiglio nazionale nel corso dell'esame di alcune modifiche alla legge federale sulla circolazione stradale.
La revisione si è resa necessaria per introdurre nella legge un pacchetto di misure miranti ad accrescere la sicurezza stradale. Anche se la situazione in questo campo è molto migliorata negli ultimi anni, troppe persone perdono ancora la vita o riportano gravi lesioni a causa di incidenti stradali. L’anno scorso i morti sono stati 600 ed i feriti 82 al giorno: una realtà che «non si può accettare», ha detto il consigliere federale Moritz Leuenberger.
Le misure proposte mirano a ridurre essenzialmente il fattore rischio umano. Nel progetto di legge sono quindi previste una migliore formazione dei nuovi automobilisti (tre anni di prova per i neopatentati), sanzioni più severe per i recidivi e misure più incisive contro l’uso di alcool, stupefacenti e medicinali.
Il provvedimento più controverso riguarda proprio la soglia tollerata di alcolemia. Ma già all’inizio del dibattito l’Udc ha chiesto la “non entrata in materia” perché la revisione della legge porterebbe ad una “criminalizzazione” degli automobilisti. Il ministro Leuenberger ha replicato che, dopo i numerosi miglioramenti tecnici introdotti, è ora di adottare misure contro gli errori umani.
Nella discussione sull’alcolemia, ha finito per prevalere l’opinione secondo cui debba essere il parlamento e non il Consiglio federale a stabilire il tasso massimo tollerato. In tal modo, la Camera del popolo ha seguito le indicazioni della propria commissione. Una minoranza rosso-verde avrebbe voluto, in sintonia con quanto aveva già deciso il Consiglio degli Stati, lasciare tale competenza al governo.
Diversamente dalla Camera dei cantoni, il Nazionale ha invece limitato l’obbligo di ulteriore addestramento per i neopatentati. Tale obbligo dovrebbe valere durante il periodo di prova di tre anni soltanto per coloro che hanno commesso gravi infrazioni e sono stati ammoniti. Gli automobilisti corretti non dovrebbero essere posti sullo stesso piano, ha detto il radicale Peter Weigelt.
Silvano De Pietro
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