Attenzione alle armi giocattolo
Le cosiddette «soft air guns», armi giocattolo ad aria compressa, sono spesso così ben fatte da sembrare vere. E possono quindi scatenare reazioni imprevedibili quanto tragiche. Per ovviare a gravi conseguenze nell'uso di queste armi giocattolo, è stata lanciata in Svizzera una campagna d'informazione, nelle scuole e su internet.
Negli ultimi cinque anni le armi soft air e le imitazioni d’armi hanno conquistato il mercato europeo. Si tratta di armi in materiale sintetico, che permettono di sparare delle piccole biglie in grado di provocare ferite non trascurabili, in particolare agli occhi.
Un altro problema è che queste armi giocattolo possono essere confuse con quelle vere anche da specialisti. Gli incidenti capitati all’estero mostrano a che punto un confronto diretto con un individuo munito di arma-giocattolo possa suscitare conseguenze drammatiche.
Il commercio di queste armi è tuttora libero in Svizzera. Lo scorso marzo a Lugano, il Consiglio nazionale ha infatti preferito attendere l’anno prossimo per legiferare in materia e non ha voluto approfittare dell’armonizzazione della legislazione in corso. Proposte di regolamentazione dovrebbero essere messe in consultazione dal Consiglio federale a fine anno.
La campagna appena lanciata vuole quindi incitare i commercianti a non importare «soft air guns», o per lo meno a non venderle a minorenni. L’obiettivo della campagna è quello di attirare l’attenzione della popolazione – e soprattutto dei giovani – sul pericolo rappresentato da queste armi, prodotte principalmente in Giappone.
Ai genitori e nelle scuole verrà illustrato come comportarsi e come agire correttamente. I minorenni riceveranno consigli e raccomandazioni su come non fare cattivo uso di armi soft air e armi d’imitazione. E per il grande pubblico, un apposito sito internet allestito dalla Confederazione offre informazioni, consigli e raccomandazioni in otto lingue.
La campagna, alla quale partecipano attivamente anche i corpi di polizia cantonali, è stata realizzata da un gruppo di lavoro nel quale sono rappresentate le autorità di polizia federali e cantonali, nonché l’Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (Upi), le associazioni dei consumatori, dei docenti e degli stessi commercianti di armi.
swissinfo e agenzie
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