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Berna-Bari, la lotta alla criminalità

Roschacher e il procuratore barese Giuseppe Scelsi (a sinistra) si erano già incontrati lo scorso 2 aprile a Berna Keystone Archive

Il procuratore generale elvetico Roschacher, in visita alla procura di Bari, ha ribadito che gli scambi d'informazione fra giudici svizzeri e italiani vanno intensificati.

Dichiarazioni che arrivano poche settimane dopo la votazione nel parlamento italiano, sulla nuova legge sulle rogatorie, che rischia di rendere difficile l’assistenza giudiziaria internazionale.

Palazzo di giustizia barese: un simbolo

E’ diventato un luogo simbolo il Palazzo di giustizia di Bari. Qui giudici come Giuseppe Scelsi da anni combattono la criminalità organizzata. Traffico di armi e di sigarette, tratta di rifugiati e di nuovi schiavi: sono questi i dossier sul tavolo di Scelsi.

Bari ha trovato in Berna e nelle diverse magistrature svizzere partner estremamente collaborativi per snidare le centrali finanziarie della criminalità transnazionale.

Il caso Cuomo è stato in ordine di tempo lo scandalo più importante venuto alla luce in Svizzera e questo proprio grazie alla grande collaborazione fra magistratura elvetica e pugliese.

Un’inchiesta legata al contrabbando di sigarette ma anche di armi e droga, che ha pesantemente coinvolto anche il giudice ticinese Franco Verda.

Il procuratore generale Valentin Roschacher, dopo aver firmato lunedì alla direzione nazionale antimafia a Roma il protocollo che dovrebbe ulteriormente rinforzare la collaborazione fra i due paesi, ha voluto recarsi proprio in Puglia.

Indubbiamente un atto di stima per i suoi omologhi baresi e forse anche un segnale per il governo romano che proprio recentemente ha fatto votare in Parlamento la nuova legge sulle rogatorie. Un dispositivo molto garantista che rischia di mettere in discussione l’accordo bilaterale con la Svizzera e tutto l’impianto dell’ assistenza giudiziaria internazionale.

Su questo problema, Valentin Roschacher ha affermato: “Attendiamo gli esiti dei prossimi incontri fra il nostro dipartimento e il ministero di giustizia italiano”.

“La collaborazione fra le magistrature dove comunque proseguire e intensificarsi” ha detto ancora il procuratore generale elvetico “speriamo solo che la nuova legislazione non interferisca eccessivamente sul nostro lavoro.”

Paolo Bertossa, Bari

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