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Bilaterali-bis: fossato enorme sul tema della frode doganale

Le posizioni delle due delegazioni a proposito della frode doganale sono tutt'altro che univoche Keystone

I negoziati bilaterali-bis fra la Svizzera e l'Unione europea per il momento inciampano nel dossier concernente la frode doganale. Bruxelles vuole rapidi progressi, mentre Berna insiste sul coordinamento e l'equilibrio fra i dieci settori di trattative. I negoziatori si ritroveranno alla fine di novembre.

L’ambasciatore Michael Ambühl e il suo partner europeo Percy Westerlund hanno stilato bilanci differenti lunedì sera al termine del primo incontro di coordinamento dall’avvio, tre mesi fa, dei bilaterali-bis. Da parte elvetica si constata una certa «dinamica» e «progressi» nelle trattative. La Commissione Ue sottolinea invece i problemi nella lotta contro la frode doganale.

Percy Westerlund ha parlato di un «fossato enorme». A suo avviso è ora che Berna dia «un segnale positivo» a Bruxelles sulla volontà di progredire in tempi brevi in questo campo. I Quindici, che giudicano prioritario questo punto, vogliono includere una clausola generale su tutti gli atti illeciti che ledono gli interessi finanziari dell’UE.

Al contrario, la Confederazione auspica un catalogo particolareggiato dei casi da risolvere e non vuole abbandonare il principio della doppia punibilità.

I negoziatori svizzeri hanno ribadito la loro posizione di principio e osservato che era logico avere divergenze a questo stadio delle trattative. «Altrimenti non ci sarebbero negoziati», ha affermato Michael Ambühl. L’ambasciatore ha aggiunto che la Svizzera è sempre disposta a dar prova di «flessibilità».

Berna è d’accordo di fare concessioni su certi dossier, a condizione di conseguire risultati positivi in altri. Ad esempio, la Svizzera desidererebbe aderire agli accordi di Schengen e di Dublino. Tuttavia finora non ci sono stati progressi in questo campo.

Gli esperti dell’UE stanno ancora esaminando i problemi posti dalla partecipazione di un Paese extracomunitario allo spazio di Schengen. Berna ritiene che la Svizzera potrebbe beneficiare della stessa eccezione accordata all’Islanda e alla Norvegia.

swissinfo e agenzie

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