Cancro al seno: nuova campagna di sensibilizzazione
In Svizzera il cancro al seno colpisce circa quattromila donne all'anno e ne uccide 1500. Nonostante queste cifre allarmanti non c'è ancora alcun programma nazionale di diagnosi precoce. Per il secondo anno consecutivo, in ottobre verrà però lanciata anche nella Confederazione una campagna di sensibilizzazione, incentrata su informazione, solidarietà e diagnosi precoce.
«Il cancro al seno non deve essere un tabù, ci riguarda tutte», sottolinea la consigliera federale Ruth Dreifuss nella premessa alla campagna lanciata dalla Lega svizzera contro il cancro (LSC) e dalla Fondazione 19 (la Fondazione svizzera per la promozione della salute). A livello internazionale, ottobre sarà un mese di sensibilizzazione su questa malattia in oltre venti Paesi.
Per il momento solo i cantoni di Vaud, Ginevra e Vallese propongono una mammografia sistematica alle donne fra i 50 e i 69 anni. I pareri sul reale effetto preventivo di tale misura tuttavia divergono: secondo l’LSC, ciò consente di ridurre la mortalità del cancro al seno di circa il 30 %; secondo altri esperti di oncologia invece tale cifra è sopravvalutata. Ciò spiega la limitata volontà di estendere a livello nazionale il piano di mammografia sistematica, spiega l’addetta all’informazione dell’LSC Anne Durrer.
Un altro fattore che rende reticente parte dei medici è di natura finanziaria. Le mammografie che rientrano nell’ambito di un programma di prevenzione sono eseguite direttamente da radiologi senza una visita medica preventiva e perciò la fattura è inferiore a quelle prescritte nell’ambito di una visita ginecologica.
Resistenze a sottoporsi a questo esame vengono poi manifestate da molte donne, specialmente nella Svizzera tedesca, che hanno paura di eventuali effetti collaterali dei raggi X. Nemmeno una buona informazione riesce sempre a far superare questi timori, osserva Anne Durrer.
swissinfo e agenzie
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