Carla Del Ponte intenzionata a recarsi a Belgrado
Carla Del Ponte è intenzionata a recarsi al più presto a Belgrado. La procuratrice del Tribunale penale internazionale (Tpi) dell'Aja ha chiesto di incontrare il nuovo presidente jugoslavo Vojislav Kostunica, per proporgli uno scambio di informazioni.
La notizia è stata diffusa dal portavoce della procuratrice del Tribunale penale internazionale Dominique Reymond in un’intervista pubblicata domenica dal settimanale svizzero francese «dimanche.ch».
La procuratrice spera che Kostunica abbia un atteggiamento più accomodante di Slobodan Milosevic, che rifiutava ogni collaborazione. Il presidente jugoslavo potrebbe così ricevere «informazioni sul centinaio di conti bancari bloccati in Svizzera perché appartenenti a familiari di Milosevic», ha precisato Reymond. Kostunica ha, però, già affermato più volte che non intende consegnare Milosevic al Tpi e che considera la corte dell’Aja un tribunale politico al servizio dell’Occidente.
Sabato il presidente del Tribunale penale internazionale (Tpi) Claude Jorda aveva affermato che la comunità internazionale dovrebbe fare il possibile per assicurare alla giustizia il presidente jugoslavo uscente, Slobodan Milosevic.
«Deve essere processato all’Aja, tutti gli stati dovrebbero collaborare con noi, sia per quanto riguarda gli arresti sia per la raccolta delle prove», ha detto Jorda in una intervista alla radio francese ‘France Infò. «Ci sono due strade da percorrere, o si consegna o viene arrestato, il nostro tribunale non può celebrare processi in contumacia», ha aggiunto.
Intanto Caritas Svizzera lancia un programma d’aiuto urgente di 6,3 milioni di franchi per la Serbia e il Montenegro. Il piano deve consentire di proseguire i programmi avviati nell’autunno 1999, spiega domenica in una nota l’organizzazione umanitaria.
In Serbia, distribuirà 80 mila pacchi contenenti derrate alimentari di base (zucchero, farina, pasta, riso e olio) e prodotti igienici (ad esempio sapone). Questi aiuti sono destinati a famiglie delle regioni di Belgrado, Nis, Subotica e Zrenjanin. A 9 mila famiglie verrà inoltre distribuita legna da ardere, mentre altre tremila riceveranno un fornello. In Montenegro a 20 mila famiglie verranno consegnati buoni per l’acquisto di generi alimentari.
swissinfo e agenzie
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