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Il Consiglio federale per la maternità su base privata

Il nuovo progetto per un'assicurazione maternità favorisce una soluzione a carico del datore di lavoro Keystone

Il Consiglio federale è ritornato nella sua seduta del venerdì sulla questione assicurazione maternità. La scelta che si delinea persiste nell'intento d'istituire un congedo maternità interamente a carico del datore di lavoro.

La soluzione ventilata, dopo il no popolare al progetto di legge, riporta in primo piano una soluzione senza l’intervento finanziario diretto delle assicurazioni sociali. In questo senso il governo ha messo in consultazione oggi due varianti, che prevedono un congedo fino a 14 settimane.

La prima variante prevede di scaglionare la durata del congedo in funzione dell’anzianità di servizio: dal primo anno, la donna che partorisce avrebbe diritto al salario integrale per 8 settimane. Questo diritto raggiungerebbe la durata massima di 14 settimane pagate integralmente a decorrere dall’ottavo anno di servizio.

Il secondo modello concederebbe il salario integrale durante 12 settimane a tutte le donne incinte che lavorano. il Consiglio federale aveva già annunciato queste due varianti lo scorso mese di marzo, suscitando in particolare le critiche degli ambienti padronali. Formalmente, la procedura di consultazione è tuttavia stata avviata soltanto oggi.

Questa soluzione minima non permetterà alla Svizzera di ratificare la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sulla protezione della maternità. Lo ha reso noto oggi il Consiglio federale, dato che il testo della Convenzione prevede un congedo maternità di 14 settimane.

La Svizzera ratifica solo le convenzioni dell’OIL le cui disposizioni collimano con il diritto e le disposizioni nazionali, afferma il Consiglio federale nel suo rapporto. Orbene, nel settore della maternità, la Svizzera conosce soltanto una disposizione che vieta il lavoro durante otto settimane, ma non un congedo o un’assicurazione maternità.

swissinfo e agenzie

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