Kaspar Villiger difende la revisione della legge sul personale federale
Per il Consigliere federale la nuova legge, posta in votazione il prossimo 26 novembre, non comporta uno smantellamento sociale. Permette invece alla Confederazione di diventare un datore di lavoro moderno, attraente e concorrenziale.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì a Berna, il ministro delle finanze ha difeso i cambiamenti contenuti nella nuova legge sul personale federale e rimessi in discussione da un referendum sostenuto dai sindacati e dalla sinistra. Il nuovo statuto del personale garantisce l’efficacia del servizio pubblico ha affermato Villiger, secondo il quale la Confederazione deve abbandonare certe vecchie abitudini.
La politica del personale, ha aggiunto il Consigliere federale, deve servire a reclutare impiegati qualificati e fedeli. Occorre inoltre tener conto della crescente facilità di passaggio tra settore privato e pubblico.
«L’ideale – ha spiegato Peter Hablützel, direttore dell’Ufficio federale del personale – sono i collaboratori che in ogni momento potrebbero trovare un lavoro altrove, ma che restano volentieri alle dipendenze della Confederazione, poiché vedono prospettive interessanti». Oggigiorno la gente non cerca soltanto un impiego sicuro, ma anche un lavoro che permetta di svilupparsi sia sul piano professionale che personale.
Lo statuto di funzionario, che risale al 1927, non permette più di raccogliere questa sfida, ha proseguito Villiger. Lo statuto attuale non tiene più in considerazione né la motivazione del personale, né gli obiettivi da raggiungere, né l’attuale complessità del mondo del lavoro. Inoltre, La Posta e le FFS, sottoposte alle pressioni della concorrenza, devono essere in grado di adattarsi alle nuove condizioni del mercato, ha sottolineato il ministro delle finanze.
Kaspar Villiger ha pure respinto le accuse degli ambienti referendisti: è assurdo affermare che spalanchi la porta allo smantellamento del servizio pubblico. Al contrario, il personale federale resterà privilegiato. Anche se certi privilegi saranno soppressi, nel settore della protezione contro i licenziamenti, per esempio, agli impiegati della Confederazione saranno applicate regole più favorevoli rispetto agli altri salariati.
La riforma concerne circa 110 000 collaboratori dell’amministrazione, della Posta e delle FFS. I dipendenti della Confederazione saranno assunti con un contratto di lavoro di diritto pubblico. I contratti, individuali, potranno essere disdetti da entrambe le parti. Inoltre, la partecipazione dei partner sociali è prevista nella legge che obbliga La Posta e le FFS a stipulare convenzioni collettive.
Anche il sindacato Transfair, durante una conferenza stampa a Losanna, ha sostenuto i cambiamenti di legge previsti, affermando che lo statuto attuale del personale è ormai superato. I responsabili romandi del sindacato cristiano-sociale ritengono che la nuova normativa permetterà ai funzionari pubblici di difendere i propri interessi in modo più efficace.
La nuova legge ha diviso gli stessi sindacati e ha raccolto opposizioni soprattutto nella Svizzera francese. Contro il nuovo statuto si battono in particolare il Sindacato svizzero dei servizi pubblici, il Sindacato del personale dei trasporti, l’Unione sindacale svizzera, il Partito socialista e i Verdi. Secondo loro, la nuova legge minaccia la sicurezza del personale della Confederazione, alla luce soprattutto delle massicce riduzioni dei posti di lavoro effettuate in margine alla privatizzazione di Swisscom.
swissinfo e agenzie
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