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L’opinione pubblica vuole il processo ai terroristi e boccia la rappresaglia militare

L'87% degli Svizzeri non vuole la rappresaglia militare, ma l'estradizione e il processo dei terroristi swissinfo.ch

Gli attacchi terroristitici negli Stati Uniti non sfuggono alla prova dei sondaggi. L'istituto Gallup International ha interrogato la popolazione in 31 Paesi, tra cui la Svizzera, per sapere come è stata vissuta questa tragedia e per conoscere i sentimenti della gente nei confronti della rappresaglia americana e le paure per le possibili ripercussioni economiche.

Dal sondaggio condotto dal 17 al 19 settembre si apprende che televisione, radio, parenti e amici sono stati le principali fonti d’informazione della maggior parte della gente. L’undici settembre, un’ora dopo gli attacchi, molte persone erano così già a conoscenza di quanto successo. Internet ha invece svolto un ruolo trascurabile: soltanto il 2% delle persone ha ricorso a questa fonte, anche perché numerosi siti, anche quelli più blasonati, hanno subito un tracollo di fronte all’aumento di richieste di consultazione.

Per quanto riguarda la reazione americana, secondo il sondaggio prevale l’opinione che i terroristi debbano essere individuati, estradati e processati. Soltanto gli Stati Uniti (54%) e Israele (77%) sono favorevoli a un attacco militare contro gli Stati che ospitano i terroristi. I Paesi europei* sono favorevoli nella misura dell’80% all’estradizione e al processo. Questa percentuale tocca il 90% nei Paesi sudamericani* consultati.

In Svizzera, soltanto l’8% degli intervistati vorrebbero una reazione militare, mentre l’87% è favorevole a una procedura giuridica. Poche le differenze in base all’età o alla regione, mentre le donne si dimostrano molto più pacate degli uomini, poiché soltanto il 3% vuole una reazione militare, contro il 13% degli uomini.

Gli obiettivi degli americani in caso di attacco dovrebbero limitarsi a impianti militari ed evitare di colpire i civili. Così vuole una netta maggioranza che si situa fra il 70 e l’80%. Soltanto negli Stati Uniti (28%) e in Israele (36%) è presente una forte minoranza che vorrebbe colpire anche obiettivi civili.

Per quanto riguarda l’appoggio militare del proprio paese a un’eventuale azione punitiva americana, le opinioni divergono. In Grecia, soltanto il 29% approva un appoggio agli americani, ma in Danimarca c’è un tasso dell80% di persone favorevoli. I paesi neutrali respingono una loro partecipazione: 82% di contrari in Austria e 83% in Finlandia.

In Svizzera, dove il concetto di neutralità è molto radicato fra la popolazione, gli interrogati bocciano molto meno nettamente degli altri paesi neutrali (65%) un eventuale appoggio militare. Questo si spiega probabilmente con la coscienza del fatto che la piazza finanziaria svizzera potrebbe servire da centro di smistamento dei capitali che finanziano il terrorismo. Secondo gli autori del sondaggio, gli intervistati vogliono probabilmente grande fermezza per impedire che gruppi terroristici possano approfittare della tradizionale discrezione della piazza svizzera.

Il sondaggio tocca anche il capitolo delle conseguenze economiche, per cercare di capire quale sarà la tendenza dei consumi. Esiste una diffusa paura della crisi, sentimento che tocca massicciamente i latinoamericani, con tassi che variano dal 70 all’80%. In Europa, sono soprattutto i Paesi meridionali ad avere paura, mentre il nord è più fiducioso. Negli Stati Uniti, il 40% teme una crisi mondiale, mentre il 45% dei sondati è dell’opinione contraria.

In Svizzera, una leggera maggioranza (46% contro il 44%) teme una crisi economica globale. I timori sono più grandi nella Svizzera romanda, dove la recessione in questi anni è stata più dura che nella Svizzera tedesca.

Mariano Masserini

I Paesi consultati:
Europa: Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svizzera, Spagna, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania.
America latina: Argentina, Ecuador, Messico, Perù.
Asia: Pachistan, Corea.
Africa: Sudafrica, Zimbabwe.
Stati Uniti, Israele

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