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Lotta contro le infrazioni alla libera concorrenza

Il consigliere federale Pascal Couchepin ha presentato gli obiettivi della revisione della legge sulla concorrenza swissinfo.ch

La Svizzera vuole rendere più efficace la repressione delle intese infrazioni contro la concorrenza attraverso la revisione della legge sui cartelli.

Multe salate per le imprese che ostacolano il funzionamento della libera concorrenza. Questa la novità principale della revisione della legge sui cartelli, presentata mercoledì dal Consiglio federale. Per chi commette infrazioni in materia di libera concorrenza si prospettano dunque tempi più duri.

Dopo un lungo e travagliato periodo di gestazione, durante il quale l’economia ha tentato di contenere la portata della riforma, il governo ha finalmente presentato le misure volte a combattere le intese cartellitische. Principale novità: la possibilità di ricorrere a sanzioni dirette contro le imprese che, attraverso illecite intese sottobanco, eludono le regole della domanda e dell’offerta. Attualmente le intese cartellistiche potevano essere punite soltanto dopo che l’infrazione costata si era ripetuta.

“La revisione rappresenta una tappa importante per il miglioramento delle condizioni quadro”, ha sottolineato il consigliere federale Pascal Couchepin. Per il ministro dell’economia il rafforzamento della concorrenza va anche a vantaggio dei consumatori, grazie alla maggiore pressione che verrà esercitata sui prezzi e alla stimolazione dell’offerta.

Le sanzioni dirette potranno essere applicate nei confronti dei cartelli rigidi, ossia di quegli accordi che determinano i prezzi e le quantità di una merce o la spartizione geografica del mercato. Per avere un reale effetto preventivo, la sanzione dovrà inoltre risultare particolarmente salata per l’azienda colpita. La revisione propone multe fino ad un massimo del 10 percento della cifra d’affari realizzata in Svizzera negli ultimi tre esercizi.

L’incisività delle sanzioni risulterà tuttavia sensibilmente attenuata dall’introduzione parallela di un regime di bonus. La legge prevede infatti la possibilità di condonare, interamente o in parte, la multa a quelle imprese che collaborano all’individuazione e all’eliminazione del cartello. Una misura già sperimentata dagli Stati Uniti e dall’Unione europea (UE) in Gran Bretagna e in Germania, che secondo il governo agevolerà notevolmente il lavoro delle autorità di sorveglianza.

Una revisione che, alla prova dei fatti, potrebbe rivelarsi alquanto modesta, ma che in ogni caso è perfettamente in linea con la concezione elvetica in materia di concorrenza fissata nella Costituzione. In base alla carta fondamentale dei diritti svizzeri i cartelli non sono infatti vietati per principio, ma vengono persequiti solo se danno origine ad abusi o ad infrazioni gravi.

Luca Hoderas

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