Parte il Giro con Camenzind e Dufaux
E adesso sotto col Giro. Sotto con i 3577 chilometri che aprono, sabato 19 maggio, la stagione delle grandi corse a tappe. I rossocrociati presenti al Giro d'Italia sono solo due, ma non per questo hanno meno chanches degli altri di mettersi in mostra.
Ventuno frazioni più un prologo, divise in 11 pianeggianti o ondulate, 4 di media montagna, 5 di alta montagna, con 3 arrivi in salita, e 2 cronometro: questo il menù che potremo gustare fino al 10 giugno. La caccia alla maglia rosa di Stefano Garzelli si apre sabato con il cronoprologo individuale di 7 km e 600 metri da Montesilvano Marina a Pescara. Poi tre tappe fatte apposta per i velocisti, Giulianova-Francavilla al Mare, Fossacesia-Lucera e Lucera-Potenza.
Due “moschettieri” elvetici in gara sono completamente diversi tra loro: da una parte l’ex campione del mondo, lo svittese Oscar Camenzind, compagno di squadra di Gilberto Simoni alla Lampre. “La condizione è buona e cercherò di lavorare per Gilberto – ci dice Camenzind -, questo può essere il suo Giro, per configurazione delle tappe e potenzialità. Speriamo di poterlo spingere fino al traguardo. Abbiamo avuto la possibilità di allenarci bene in primavera, partecipando a molte corse che ci hanno dato condizione”.
L’Oscar nazionale non lo dice, ma punta ad una soddisfazione… intermedia, una vittoria di tappa: “Vi sono parecchie possibilità per puntare ai tragurdi: vedremo se riusciremo a rimanere con i primi”.
Dall’altra quel Laurent Dufaux che può diventare protagonista anche se inizialmente avrà il compito di guardare le spalle del suo capitano, il bergamasco Paolo
Savoldelli, vincitore del Tour de Romandie 2000: “La Saeco è una squadra con più attaccanti, basti pensare alla presenza di Cipollini (volate), Biagio
Conte oltre che su Secchiari e Scirea. Savoldelli si è ripreso dopo il Romancia e quindi sono fiducioso per una sua vittoria finale: eppoi Paolo ha un ulteriore asso nella manica: va fortissimo in discesa…”.
Programma intenso e ricco per il Giro di quest’anno, prima del carosello finale di Milano. Solo lì il nome del vincitore del Giro non sarà più un mistero. In sella, si parte: in bocca al lupo a Camenzind e Dufaux, gli unici due “superstiti” al Giro 2001.
Filippo Frizzi
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