Scarcerato il giurista indagato nell’ambito del caso Cuomo
Dopo quasi un mese di carcere, è ritornato in libertà provvisoria Alberto Zoppi, il giurista dell'amministrazione cantonale ticinese arrestato in relazione all'inchiesta sui permessi facili di dimora. Rimane in prigione l'avvocato Francesco Moretti.
Venerdì Zoppi è stato ancora sottoposto ad un lungo interrogatorio da parte del procuratore generale Luca Marcellini. Sul giurista del Dipartimento istruzione e cultura pende un lungo capo di accusa: corruzione attiva e passiva, tentata truffa, denuncia mendace, estorsione, riciclaggio di denaro sporco e altro ancora.
Arrestato il 24 agosto scorso e sospeso immediatamente dalle sue funzioni, Zoppi ha trascorso buona parte della carcerazione preventiva all’Ospedale civico di Lugano, per una serie di accertamenti medici. L’indagato avrebbe collaborato negli ultimi giorni con gli inquirenti, che stanno tentando di far luce sulla vicenda dei permessi facili di dimora, rilasciati a personaggi come Gerardo Cuomo.
In tale ambito, il giurista avrebbe ammesso di essersi occupato di pratiche non inerenti la sua funzione. Zoppi sarebbe inoltre l’autore delle lettere anonime inviate in relazione al caso Cuomo all’Ufficio federale di polizia e al parlamentare ticinese Stefano Malpangotti.
Rimane invece in carcere l’avvocato Francesco Moretti, pure sotto inchiesta nell’ambito dei permessi facili di dimora. Moretti è stato pure tratto in arresto lo scorso 24 agosto, sotto l’accusa di truffa, ricatto, corruzione attiva e riciclaggio di denaro sporco. Nel suo ufficio sono state ritrovate banconote per un valore di 10 milioni di franchi.
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