Seconda giornata della visita di Joseph Deiss in Thailandia
Al secondo giorno della visita in Thailandia il consigliere federale Jospeh Deiss e il suo omologo Surin Pitsuwan hanno firmato un accordo sul trasferimento dei detenuti che in futuro potranno scontare la pena nei carceri dei propri paesi.
In tal modo dovrebbe migliorare la sorte di alcuni detenuti svizzeri in Thailandia, condannati talvolta a pene durissime, che vanno da 6 a 40 anni di prigione. Attualmente sono nove e in sei casi si tratta di condanne per droga. Tutti desiderano rientrare in Svizzera e con questo accordo tre potranno inoltrare immediatamente la relativa domanda. Il detenuto dovrà però aver scontato almeno quattro anni di prigione o un terzo della pena in Thailandia.
Non si tratta di permettere a dei delinquenti di sottrarsi alla pena, ha dichiarato Jospeh Deiss visibilmente soddisfatto, ma di «dar loro una migliore opportunità di reintegrazione nella società». Le prigioni thailandesi sono fatte per ospitare fino ad un massimo di 80mila persone, ma attualmente se ne contano 200mila.
A proposito delle sanzioni adottate da Berna nei confronti della Birmania, rispondendo ai giornalisti il capo del DFAE ha insistito sulla necessità per la Svizzera di allinearsi all’Unione europea, per evitare il rischio che certi fondi respinti dall’UE finiscano nelle banche elvetiche. Da parte sua il ministro thailandese si è limitato a dire che si tratta di «affari interni alla Svizzera».
La parte ufficiale della visita di Deiss si è così conclusa. Mercoledì sarà nelle Filippine e poi in Bangladesh.
swissinfo e agenzie
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