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Verso una catastrofe umanitaria in Afghanistan

La vita di milioni di persone è in pericolo Keystone

Il ministro degli esteri Joseph Deiss ha ribadito lunedì il sostegno del governo svizzero a "un'azione decisa" contro il terrorismo. Ma la Svizzera chiede che la risposta sia mirata e proporzionale. Intanto, i responsabili dell'aiuto umanitario svizzero affermano che una catastrofe umanitaria è inevitabile. Pronto un piano di evacuazione degli svizzeri in Pakistan e Afghanistan.

Il governo svizzero esprime dunque il suo accordo rispetto all’attacco sferrato dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna contro il regime dei taleban in Afghanistan. Ma auspica che sia fatto tutto il possibile per evitare perdite civili. “Gli Stati Uniti – aggiunge Deiss – hanno affermato la loro intenzione di condurre azioni mirate e di colpire con precisione gli autori e i sostenitori degli atti di terrorismo.”

Alla domanda della Radio della Svizzera romanda, se la Svizzera sia disposta a concedere il proprio spazio aereo per azioni militari, Deiss ha detto che una richiesta in tal senso non è ancora giunta a Berna e che quindi una risposta sarebbe affrettata. Ha tuttavia ricordato che la condizione perché la Svizzera conceda il proprio spazio aereo è un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

D’altro canto, dagli Stati Uniti sarebbero giunti segnali di apprezzamento per gli sforzi della Svizzera nella lotta contro le transazioni finanziarie collegate al terrorismo. Deiss ha fatto notare che la Svizzera non sembra essere al centro delle attività finanziarie di organizzazioni terroristiche.

La situazione umanitaria si è intanto drasticamente deteriorata dall’avvio dei bombardamenti anglo-americani. Rudolf Hager, direttore dell’ufficio di coordinamento dell’aiuto umanitario svizzero nella città pachistana di Islamabad, parla di catastrofe umanitaria inevitabile. “Da sei a sette milioni di persone rischiano di morire di fame.”

Gli attacchi militari impediscono attualmente di convogliare aiuti umanitari nelle regioni colpite e questo si ripercuoterà molto negativamente in vista dell’inverno. Tra poco più di un mese comincerà a nevicare ed allora i trasporti diventeranno impossibili a destinazione di numerose regioni periferiche. “Dovremmo invece potere far pervenire ora questi aiuti”, ha detto Hager a swissinfo.

Per il responsabile svizzero, paracadutare aiuti come intendono fare gli americani non servirà a granché. Tanto più che i sacchi lanciati dagli aerei rischiano di uccidere o ferire gente o di cadere in terreni minati. “Si tratta di pura propaganda” sottolinea Hager.

Un piano di evacuazione per gli svizzeri

I cittadini svizzeri che ancora si trovano in Pakistan e Afghanistan sono stati contattati dal Dipartimento federale degli affari esteri.

La portavoce del DFAE Daniela Stoffel ha indicato che in Pakistan vi sono ancora circa 100 cittadini elvetici, mentre in Afghanistan ve ne sono due. «Rimaniamo in costante contatto con loro: la nostra priorità è garantirne la sicurezza», ha aggiunto. È inoltre stato elaborato un piano di evacuazione per coloro che si trovano in Pakistan: permetterà loro di lasciare il paese in ogni momento. Il DFAE sconsiglia fortemente di recarsi nel paese asiatico.

swissinfo e agenzie

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