Votazioni cantonali: oro, tasse, negozi e naturalizzazioni

Elezioni e votazioni di portata locale si sono tenute questa fine settimana in 16 cantoni. imagepoint

Oltre allo scrutinio sull'armonizzazione dei sistemi scolastici, in oltre la metà dei cantoni la popolazione era chiamata alle urne anche per elezioni o votazioni cantonali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 maggio 2006 - 18:25

Tra i temi principali: l'utilizzazione dell'oro della Banca nazionale, l'imposta regressiva, l'apertura dei negozi e la naturalizzazione degli stranieri.

In 4 cantoni i cittadini hanno potuto esprimersi sulla destinazione dei proventi derivanti dalla vendita di 1300 tonnellate di oro della Banca nazionale, considerate non più indispensabili per garantire la politica monetaria della Svizzera.

Come a livello federale, anche in molti cantoni sono sorte negli ultimi due anni grandi discordie sull'impiego dei 21 miliardi di franchi ricavati – attributi per un terzo alla Confederazione e due terzi ai cantoni.

Seguendo le proposte dei loro governi, i cittadini dei cantoni Ticino, San Gallo, Giura e Appenzello esterno hanno deciso di utilizzare le loro parti per ridurre innanzitutto il debito pubblico.

Fardello meno pesante

Le autorità ticinesi potranno così impiegare 277 milioni di franchi per risanare il disavanzo del consuntivo 2005 e 280 milioni per ammortizzare il debito cantonale.

Nel canton Giura, 40 dei 260 milioni ricevuti dalla Banca nazionale saranno distribuiti perfino tra gli 83 comuni, allo scopo di alleggerire il loro fardello finanziario.

A San Gallo, 235 degli 847 milioni di franchi versati dall'istituto finanziario centrale saranno utilizzati per ridurre il debito pubblico, mentre i rimanenti 612 milioni verranno versati in un apposito fondo destinato a compensare minori introiti dovuti a una prevista riduzione della pressione fiscale.

Nuovo paradiso fiscale

L'oro della BNS permetterà ad Appenzello esterno di diventare più vantaggioso di Zugo, Svitto o Nidvaldo, quale paradiso fiscale per i super ricchi. L'elettorato cantonale ha infatti accettato una legge che prevede anche l'introduzione di un nuovo sistema di imposte regressive.

Per la prima volta in Svizzera, la tassazione decrescente non interesserà soltanto le persone fisiche (a partire da 1,5 milioni di franchi di reddito e da 50 milioni di sostanza imponibile), ma anche le società i cui utili superano i 3,5 milioni di franchi.

No ad una sola lingua straniera

I cittadini di Zugo e Turgovia hanno bocciato l'iniziativa "una sola lingua straniera alla scuola primaria", che contestava l'insegnamento di una prima lingua straniera dalla terza elementare e di una seconda dal quinto anno scolastico, in base al "modello 3/5".

La medesima proposta - che indirettamente implica una decisione pro o contro il francese alle elementari - sarà messa in votazione nel 2007 anche nei cantoni di Lucerna e Zurigo.

Se i cantoni non troveranno una soluzione comune, ora che gli svizzeri hanno approvato i nuovi articoli costituzionali sulla formazione, non è escluso un intervento risolutivo della Confederazione.

Apertura prolungata dei negozi

Sempre nel canton Turgovia, l'elettorato ha bocciato la nuova legge che autorizzava i commercianti a tenere aperti i negozi anche un certo numero di giorni festivi. Attualmente gli spacci con meno di 120 metri quadri di superficie hanno la possibilità di aprire la domenica, ma non in quelle che sono considerate "alte" feste religiose.

Nel canton Lucerna i negozi non potranno aprire più a lungo la sera dal lunedì al sabato. L'elettorato ha respinto due progetti di liberalizzazione degli orari, combattuti dai piccoli commercianti, dalla sinistra e dai sindacati.

Freno alle spese

A Ginevra ha superato di misura lo scoglio popolare la controversa legge che introduce il principio del freno alle spese per ridurre l'indebitamento del cantone, lievitato a quasi 13 miliardi di franchi.

Il testo - combattuto dalla sinistra e in parte anche dal governo rosso-verde - è stato accolto dal 50,66% dei cittadini. La legge prevede che, se il governo non è in grado di presentare conti equilibrati sull'arco di una legislatura, i votanti vengano chiamati a decidere su un aumento delle imposte o su una riduzione delle prestazioni.

Legge sulle naturalizzazioni

Tre 'sì' sono usciti oggi dalle urne nel semicantone Obvaldo. In votazione erano altrettante nuove leggi: una sulle naturalizzazioni, adattata alla giurisprudenza del Tribunale federale (TF), una sulla formazione e una sulle nomine del consiglio della Banca cantonale di Obvaldo.

La nuova legge sulle naturalizzazioni - accolta dal 63,6% dei cittadini – era combattuta da un referendum dell'UDC. Nel semicantone di Nidvaldo, i cittadini hanno deciso una riduzione del 10% dell'imposta sugli utili delle transazioni fondiarie.

Nel canton Uri il governo cantonale continuerà ad avere sette membri. L'elettorato ha respinto nettamente l'iniziativa del Partito socialista che chiedeva di ridurre i consiglieri di Stato, come pure la proposta di passare dal maggioritario al proporzionale per l'elezione dell'esecutivo cantonale.

A Zurigo, il popolo ha accolto i progetti di trasformazione dell'ospedale universitario e di quello cantonale di Winterthur in enti indipendenti di diritto pubblico.

Governo rieletto nei Grigioni

Nel canton Grigioni, gli elettori hanno riconfermato tutti e cinque i ministri uscenti – un risultato scontato dal momento che non vi erano sfidanti.

Il miglior risultato è stato ottenuto da Stefan Engler del Partito popolare democratico con 20518 voti. Al secondo posto si è piazzata Eveline Widmer-Schlumpf dell'Unione democratica di dentro con 19533 voti, seguita da Hansjörg Trachsel (pure UDC) con 15894 voti e Martin Schmid del Partito liberale democratico. Claudio Lardi del Partito socialista è giunto all'ultimo posto con 11587 voti.

swissinfo e agenzie

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