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«Helloworld» per parlare via sms con il mondo

Il laser per raggiungere i potenti sulle nevi di Davos al WEF 2001

(Keystone)

Dopo il successo dell’esperienza interattiva «hellomrpresident» al Forum economico di Davos nel 2001, l’artista Johannes Gees ripeterà l’esperienza al Summit mondiale dell’informazione.

Ma questa volta su scala ancora più vasta, in quattro città di quattro continenti diversi.

Nel 2001 l’installazione interattiva «hellomrpresident» aveva segnato l’edizione del World Economic Forum (WEF) di Davos.

I messaggi sms, realizzati grazie all’appoggio finanziario e tecnologico di swissinfo, erano stati proiettati sulla neve della montagna di fronte al villaggio. Grazie all’interesse dei media internazionali i messaggi avevano fatto il giro del mondo.

«Praticamente era il solo modo di manifestare nella stazione montana, trasformata in fortezza» ricorda l’ideatore dell’azione, l’artista Johannes Gees. «Abbiamo ricevuto più di 8000 messaggi provenienti da oltre 70 paesi, ossia 5 volte di più di quanti ne potessimo proiettare».

E circa l’80% dei messaggi era davvero interessante, per via del loro contenuto politico o semplicemente poetico. Lo scopo era di rivolgersi ai principali attori dell'economia mondiale presenti a Davos.

Invito alla creatività

«Sapere che i messaggi sarebbero stati davvero proiettati e su una grande superficie, ha spinto le persone a riflettere più intensamente su ciò che volevano scrivere», dice l’artista zurighese. «L’interazione ha stimolato la creatività».

Il suo sms preferito? «Listen to the mountain» (ascolta la montagna), ispirato dalla montagna che serviva da «schermo» gigante.

Gees spera che «helloworld», la nuova performance che avrà luogo a dicembre in occasione del summit dell’informazione, «sviluppi una sua vita autonoma, stimoli la voglia di giocare».

Effettivamente l’aver luogo in grandi città e in spazi visibili a tutti, dovrebbe suscitare ancora più partecipazione per «helloworld».

Il pubblico non saprà necessariamente che i messaggi sono legati al summit e che sta partecipando ad un dialogo intercontinentale, nel quadro di quella che Johannes Gees definisce «una scultura sociale».

In quattro città

I dettagli: il progetto «helloworld» avrà luogo dal 9 al 12 dicembre, in quattro città, in quattro continenti diversi. A Ginevra naturalmente, sede del summit, a Mumbai (Bombay) in India, a Rio de Janeiro in Brasile e a New York, negli Stati Uniti.

Città del Capo, in Sud Africa, ha invece rifiutato di dare l’autorizzazione al progetto.

Seguendo il principio ispiratore di «hellomrpresident», i messaggi brevi, nelle sei lingue ufficiali dell’ONU, dopo una revisione redazionale - in modo da eliminare ad esempio messaggi razzisti - saranno proiettati con un laser.

Come a Davos, la popolazione locale potrà inviare i messaggi con il cellulare (il numero da comporre ricomparirà regolarmente) o passando dal sito internet www.helloworld.com. swissinfo fornisce anche questa volta il sostegno logistico.

Società civile compresa

L’Ufficio federale della cultura (UFC), incaricato dal Ministero degli interni elvetico di organizzare un progetto culturale parallelo al summit, è stato sedotto dalla semplicità di «Helloworld».

«È un progetto che si apre alla società civile, corrisponde quindi alla volontà dell’ONU», argomenta Marc Wehrlin, dell'UFC.

Il budget è considerato dall’UFC «elevato ma proporzionale ai mezzi consentiti». Si tratta di 375'000 franchi, (242'000 euro), il 70% dei quali sono già stati coperti da diversi partner.

La società dell’informazione

Difficile immaginare un mezzo migliore per parlare di comunicazione globale e per mettere alla prova la pertinenza dei temi trattati durante il summit.

«In Svizzera abbiamo già accesso a tutti i tipi di comunicazione. In Brasile ad esempio muoiono dalla voglia di poter comunicare via internet. Ci sono internet café dappertutto.»

Il semplice fatto di poter scambiare informazioni con la propria famiglia è molto importante in un paese così grande dove, per ragioni economiche, si viaggia molto.

In Sud Africa il cellulare è a diventato d’uso comune: «Ma spesso si tratta del primo telefono che uno si compra» sottolinea l’ideatore del progetto. E dato che le comunicazioni restano care, i più lo utilizzano come da noi gli adolescenti, vale a dire unicamente per scambiarsi sms.

swissinfo, Anne Rubin
traduzione, Raffaella Rossello

In breve

Johannes Gees (1960) ha studiato etnologia e storia. Ha lavorato come redattore per diversi media.

Dal 2000 lavora a Zurigo come artista e autore multimediale.

Il suo progetto “hellomrpresident.com”, l’installazione interattiva al laser che ha avuto luogo durante il WEF 2001 di Davos, gli è valsa una nomina al concorso europeo Transmediale Award 2002.

Helloworld, il progetto interattivo prenderà forma durante il Summit mondiale dell’informazione, previsto a Ginevra dal 9 al 12 di dicembre.

Vi partecipano: Ginevra, Mumbai (Bombay), Rio e New York.

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