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150 candeline per la Scuola svizzera di Milano

La Scuola svizzera di Milano è frequentata da oltre 360 allievi

Aperta nel 1860, la Scuola svizzera di Milano festeggia il suo 150esimo anniversario. L'istituto bilingue, che si distingue per l'alta qualità del suo insegnamento e che attira ogni anno anche molti allievi italiani, è diventato una vera e propria istituzione nel capoluogo lombardo.

“E' il gioiello della presenza elvetica a Milano, una delle tre istituzioni svizzere più antiche del capoluogo lombardo dopo il Consolato e dopo la Chiesa riformata”, ha ricordato il console svizzero David Vogelsanger durante una conferenza tenuta al Centro Svizzero di via Palestro, il primo di quattro eventi organizzati dalla Scuola Svizzera di Milano per festeggiare i suoi 150 anni di vita.

La nascita della scuola risale ad un periodo di lotte risorgimentali, in cui l'Italia si avviava verso l'unificazione. Il 10 dicembre del 1860 veniva infatti aperta nel capoluogo lombardo, in un piccolo locale di corso Magenta, la Scuola protestante di Milano, poi ribattezzata “Scuola internazionale delle famiglie protestanti di Milano”.

Un istituto laico aperto a tutte le confessioni e a tutte la nazionalità. Quattro i primi alunni infreddoliti in quel primo giorno di scuola (tre di nazionalità tedesca e uno francese; un protestante, un ebreo e due cattolici). La scuola, fortemente voluta dal pastore svizzero Paul Kind e realizzata dal suo successore Henry Paira, rimase in quella sede alcuni anni prima di trasferirsi in via Carlo Porta, presso la nuova chiesa protestante.

Dopo la Prima guerra mondiale la scuola venne rilevata da un gruppo di svizzeri residenti a Milano, guidati da Adolf Nadig, e ribattezzata “Scuola svizzera di Milano”. Nel 1939 avvenne il trasferimento nell'attuale sede di via Appiani, un edificio modello per l'epoca progettato dall'architetto ticinese Aldo Lucchini.

Ambiente familiare

Oggi la scuola svizzera di Milano è un soggetto perfettamente integrato nella realtà culturale e formativa della città di Milano. Una scuola bilingue (col tedesco come lingua di insegnamento), dotata di un livello linguistico molto alto anche in altre lingue (inglese, francese e spagnolo, latino e greco) che offre una formazione di qualità in un ambiente molto protetto e familiare.

Gli alunni sono per la metà italiani, il 30% sono svizzeri anche di terza generazione, 15% la percentuale di tedeschi. E il resto di altre nazionalità.“Ci sono famiglie italiane e svizzere che frequentano da generazioni la scuola”, rileva Christina Urech, direttrice dal 2006.

L'istituto scolastico vanta un'offerta didattica eccellente anche considerando la crisi in cui versa la scuola pubblica (e privata) italiana. Da qui deriva anche l'alto numero di iscritti italiani che considerano la scuola un modello educativo.

“I genitori cercano un luogo dove assicurare una certa formazione. Qui gli allievi sono seguiti anche il pomeriggio per poter fare i compiti. Ma sono molte anche le attività sportive, ludiche e culturali che offriamo loro”. Ma la chiave del successo della scuola è anche il rapporto stretto tra genitori degli alunni e insegnanti.

Pubblicità per la Svizzera

Il problema, come in molti altri casi, è invece quello delle finanze. Negli ultimi tempi il governo svizzero sta cercando di tagliare le sovvenzioni alle scuole elvetiche all'estero. Nel caso di quella di Milano, i finanziamenti confederali rappresentano un terzo del bilancio. Mentre il resto è rappresentato dalle rette.

“Cerchiamo di renderci sempre più autonomi", aggiunge la direttrice. "Ma senza sovvenzioni non potremmo sopravvivere. Cerchiamo inoltre di convincere i politici svizzeri della necessità di queste scuole. Noi incarniamo e viviamo i valori svizzeri di disciplina, correttezza e anche puntualità. Siamo una bella pubblicità per la Svizzera!”.

Nuova filiale in Brianza

Ma la scuola guarda avanti. “Abbiamo appena firmato la lettera d'intenti col Comune di Cadorago per l'acquisto di 11.500 metri quadrati e la costruzione della nuova filiale della scuola in bassa Brianza”, annuncia Robert Engeler, presidente della scuola.

Sempre più alto, infatti, il numero delle famiglie svizzere e non svizzere che da Milano si spostano per una migliore qualità della vita (e per i minori costi delle case) nella verde Brianza.

“La nuova scuola ci permetterà di raddoppiare le classi e di avere un liceo con classi più grandi. E inoltre di disporre di spazi per la pratica dello sport, che in via Appiani non è possibile fare. Il 5 settembre del 2011 quindi, la filiale brianzola della Scuola Svizzera di Milano aprirà i battenti in locali presi in affitto”. Un tassello in più nella storia di questa gloriosa istituzione, un secolo e mezzo dopo la sua nascita.

Michele Novaga, Milano, swissinfo.ch

Scuola svizzera

La scuola svizzera di Milano è una delle 16 scuole elvetiche all'estero e una della quattro in Italia (le altre sono a Roma, a Bergamo e a Catania).

Un modello originale di scuola bilingue (tedesco e italiano) per l'apprendimento precoce delle lingue straniere moderne, dove insegnano 35 professori. Il controllo pedagogico e didattico è compito del Canton Grigioni.

360 gli allievi che la frequentano suddivisi in 4 classi d'asilo, 5 di elementari, 3 di scuola media e 4 di liceo. Queste ultime preparano alla maturità federale riconosciuta sia in Svizzera che in Italia il cui conseguimento permette l'iscrizione alle università italiane.

Dal 1919 ad oggi, 5165 allievi hanno animato le classi e i corridoi della scuola. Tra loro anche personaggi dello spettacolo, della cultura e dell'economia, come la cantante Ornella Vanoni e Alfredo Gysi, Presidente della BSI di Lugano e dell'Associazione delle banche estere in Svizzera.

Tra gli studenti della vecchia scuola Internazionale c'era anche Maria Einstein, sorella del fisico Albert Einstein, quando la famiglia si trasferì per un periodo da Monaco a Milano.

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Festeggiamenti

Altri tre eventi sono in programma per festeggiare i 150 anni della Scuola svizzera di Milano.

Il 12 aprile si apre un concorso di disegno riservato agli allievi di tutte le classi dal titolo “Dichiarazione d'amore alla città”.

Il 20 aprile si terrà, presso la sala Meili del Centro Svizzero, un concerto di allievi della scuola che si avvarrà dell'accompagnamento della John Stanson Band.

Poi, a settembre, in occasione del primo giorno di scuola, una grande festa nella sede di via Appiani.

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