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A Dimitri, Emil e Chappatte il premio Oertli 2003

Tre volti, tre forme di umorismo: Dimitri, Emil, Chappatte

(swissinfo.ch)

La fondazione Oertli ha assegnato i suoi premi 2003 a tre artisti che scavalcano allegramente le frontiere linguistiche elvetiche.

Ciascuno praticando l’umorismo a modo suo, i tre partecipano attivamente alla forma di dialogo preferita dalla fondazione.

Nel piccolo teatro di Berna dove si è svolta la premiazione s’erano riunite molte personalità, come l’ex consigliere federale Koller, parecchi parlamentari e figure di spicco della stampa svizzera.

Sotto la luce dei riflettori, il clown Dimitri, il comico Emil Steinberger e il caricaturista Patrick Chappatte, laureati del Premio 2003 della Fondazione Oertli, un’istituzione che mira soprattutto a migliorare e sviluppare gli scambi culturali tra le diverse regioni linguistiche svizzere.

Tutta la gamma dell’umorismo

«Quest’anno abbiamo voluto dimostrare che l’identità svizzera non si basa unicamente sulla difficoltà di capirsi o di prendersi troppo sul serio», ha dichiarato Charlotte Hug-Burnod, presidente del Consiglio della Fondazione Oertli.

Una dichiarazione d’intenti che ha trovato conferma nella «Laudatio» dello scrittore grigionese Iso Camartin (docente nelle università di Lione, Harvard e Zurigo), che ha definito i laureati «tre moschettieri svizzeri della cultura della risata».

Ciascuno, naturalmente, con la propria specificità: Dimitri è il filosofo mentre Emil è il mago, «l’archivista delle nostre lacune quotidiane». E Chappatte è «un uomo che si occupa della verità, liberamente, con umorismo e mordente».

Tre approcci che si articolano «dall’umorismo malizioso, nascosto, fino alla provocazione aperta», riassume Camartin. Ma con un punto in comune: il fatto di rivolgersi sia ad un pubblico germanofono che francofono, e pure italofono, nel caso di Dimitri.

Tre sguardi sulla Svizzera

Sono questi tre «costruttori di ponti» che la Fondazione Oertli ha voluto onorare quest’anno. Offrendoci così l’occasione di mettere a confronto i loro punti di vista sulla Svizzera d’oggi e di domani.

Circa le diversità regionali, nessuno dei tre sembra percepire profonde divergenze nelle reazioni del proprio pubblico.

Ma in realtà... gli attuali avvenimenti politici sembrano proprio illustrare quest’analogia di punti di vista, di là di qualsivoglia barriera culturale.

swissinfo: Il recente successo dell’UDC (Unione Democratica di Centro, formazione politica della destra dura, N.d.R.) nella Svizzera francese non costituisce, in un certo modo, un «nuovo ponte» con la Svizzera tedesca?

Dimitri:

Indirettamente sì, è come se si fosse gettato un ponte: oramai, tutti gli svizzeri saranno obbligati a preoccuparsi di quest’enorme crescita della destra. In questo senso, spero, ci sentiremo un po’ uniti!

Il modo in cui la Svizzera francese ha seguito quella tedesca in quest’ambito mi ha stupito parecchio. Ma dimostra che tra il popolo ci sono dei sentimenti che sono uguali in tutta la svizzera, indipendentemente dalla lingua.

Emil:

Sì, potrebbe essere un buon ponte, ma pure un ponte pericoloso, vedremo... anche se a dire la verità, io sono un po’ scettico. Avranno proprio molte vere personalità nel loro partito? Lo scorso anno, ho ricevuto una lettera dalla sezione UDC del mio comune, che mi chiedeva di entrare nel partito.

Apparentemente, hanno bisogno di gente! Sinceramente, non so cosa succederà ora in Svizzera. Per quanto mi concerne, sono troppo sensibile per fare politica. Gli intrighi, non riesco a sopportarli.

Chappatte:

Il caricaturista che ha fatto di più per avvicinare le diverse comunità linguistiche svizzere non sono io, è Blocher (figura di spicco dell’UDC, N.d.R.). Blocher sì che è un vero caricaturista: deforma, semplifica e, in effetti, dal 19 ottobre, tutti votano UDC! Forse è Blocher che merita questo premio...

swissinfo: come vedete la Svizzera del 2004?

Dimitri:

Vorrei che ci fosse sempre più gente, politici o no, che abbia il coraggio di fare della Svizzera un paese esemplare, sia sul piano sociale, che per quanto concerne l’immigrazione o l’Europa. Se solo si arrivasse a risolvere questi problemi con un po’ più di tolleranza e lungimiranza...

Emil:

Bisogna chiedersi come si andrà avanti. Ora tutti parlano, poi ci saranno le elezioni in consiglio federale il 10 dicembre... e dopo bisognerà proprio smetterla di parlare e mettersi a lavorare!

Chappatte:

Da un lato non cambierà niente. E nel contempo, se si leggono i giornali, se ci si interessa del microcosmo politico, si avrà l’impressione che tutto è cambiato. Perché, in effetti, la politica svizzera sarà più movimentata e forse susciterà anche un maggiore interesse. Sono proprio curioso di vedere cosa capiterà in Svizzera nel 2004...

Anche noi siamo curiosi di scoprire con quali spezie Chappatte condirà la cucina elvetica. E se Emil saprà ancora mettere in risalto il grigiore che sonnecchia in ciascun cittadino. E in che modo Dimitri continuerà a farci credere che in ciascuno di noi sopravvive un po’ della propria infanzia...

Perché, come constata Iso Camartin, «ridendo non si perde mai tempo».

swissinfo, Bernard Léchot
(traduzione dal francese : Fabio Mariani)

In breve

La Fondazione Oertli è stata creata nel 1967 a Zurigo dall’industriale Walter Oertli, allo scopo di promuovere una migliore comprensione tra la Svizzera tedesca, la Svizzera francese, la Svizzera italiana e la svizzera retoromancia. Il Premio Oertli data del 1976.

Patrick Chappatte pubblica regolarmente le sue vignette nel quotidiano svizzero francese Le Temps, nel settimanale svizzero tedesco NZZ am Sonntag e nel supplemento letterario del giornale americano New York Times. Ha pubblicato diverse raccolte di disegni e dei «reportage disegnati».

Dimitri è il più celebre clown svizzero. Svizzero tedesco d’origine ma nato in Ticino, ha partecipato a diverse tournée del Circo Knie. Ha fondato un teatro a Verscio (1971), una scuola di teatro (1975) e la Compagnia Teatro Dimitri (1978). E sempre a Verscio ha creato il Museo Comico (2000) insieme ad Harald Szemann.

Il comico lucernese Emil Steinberger si è conquistato fama nazionale grazie alla sua parte nel film «Die Schweizermacher» di Rolf Lyssy. Dopo una lunga serie di spettacoli in tedesco e francese, ha vissuto parecchi anni negli Stati Uniti. Dopo il suo rientro, ha pubblicato un libro ed ha fatto ritorno sul palcoscenico.

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