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A Disneyland con il riconoscimento facciale, polemiche negli Usa

Keystone-SDA

Disneyland come un aeroporto: per entrare nel parco giochi più famoso della California del sud da qualche settimana non basta più scansionare il QR code del biglietto: bisogna anche farsi scattare una fotografia.

(Keystone-ATS) Nel “posto più felice della terra” debutta il riconoscimento facciale, ma tra Topolini, principesse e montagne russe emerge anche lo sdegno di molte associazioni per la difesa della privacy.

La foto del visitatore viene trasformata in una sequenza numerica unica tramite tecnologia biometrica e confrontata con i dati associati al biglietto o all’abbonamento. Un sistema simile a quello degli aeroporti, quando gli agenti verificano identità e documento. Secondo Disney, la novità serve a velocizzare gli ingressi, a semplificare i rientri durante la giornata e a contrastare la condivisione impropria dei pass annuali.

La Casa di Topolino sale su un treno già piuttosto affollato: il riconoscimento facciale viene usato nei negozi, nei casinò e perfino, secondo alcune cause, al Madison Square Garden, per impedire l’accesso a persone sgradite. Meta starebbe valutando funzioni simili per i suoi occhiali smart, già contestati perché registrano chi ti sta davanti senza consenso. Diverse forze dell’ordine statunitensi si avvalgono di questa tecnologia, al centro di cause legali per arresti che colpirebbero in modo sproporzionato i neri.

Gli esperti di privacy avvertono che la normalizzazione della biometria rischia di trasformare la sorveglianza in routine quotidiana, esponendo aziende e privati a furti di dati o richieste delle forze dell’ordine. L’American Civil Liberties Union ha espresso timori in vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.

Disney assicura che le informazioni vengono cancellate dopo 30 giorni e che l’uso è facoltativo. Ma su dodici varchi aperti lo scorso fine settimana, solo quattro non avevano il riconoscimento facciale e la differenza non era evidente fino agli ultimi passi della fila. A quel punto, i fan si sottoponevano senza protestare, sia adulti che bambini.

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