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Allarme del G20 sull’economia, ‘rischi per la ripresa’

Il principe Mohammed bin Salman bin Abdulaziz durante il vertice del G20, organizzato dall'Arabia Saudita, ma che a causa del Covid si è tenuto in forma virtuale. KEYSTONE/EPA/G20 RIYADH SUMMIT HANDOUT sda-ats

(Keystone-ATS) Il G20 lancia l’allarme economia. Sottolineando l’importanza dell’istruzione “in tempi di crisi”, i leader dei 20 Paesi più industrializzati si impegnano “a usare tutti gli strumenti a disposizione” a sostegno di una ripresa globale “incerta”.

Il contenimento del virus, afferma il G20 nel comunicato finale, “è essenziale per sostenere” l’economia, che risente del nuovo aumento dei casi e delle nuove restrizioni imposte in diversi Paesi.

Di fronte a una ripresa in difficoltà, “un sistema di scambi multilaterali è più importante che mai”, così come sono essenziali le infrastrutture come “motori di crescita”. “Continuiamo i nostri sforzi per facilitare la ripresa dalla pandemia dei settori dei viaggi e del turismo”, aggiunge il G20.

Nel contenimento del Covid un ruolo chiave lo giocano i vaccini. I grandi del mondo si impegnano a “non lesinare gli sforzi per un accesso equo ai vaccini, alle cure e alla diagnostica per tutti”, dicendosi pronti a rispondere “alle necessità finanziarie” per la distribuzione dei vaccini.

Ma dopo il summit è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel a storcere il naso, dicendosi “preoccupata” per la lentezza delle discussioni sull’accesso dei Paesi poveri al vaccino anti-Covid.

Il G20 ha messo poi l’accento sull’importanza della “continuità dell’istruzione in tempi di crisi tramite l’attuazione di misure per assicurare l’apprendimento di persona, un efficace qualità dell’insegnamento a distanza e un mix” dei due “come appropriato”.

Le due giornate di lavori virtuali, sotto la presidenza dell’Arabia Saudita che passa ora il testimone all’Italia, sono state tutte incentrate sulla pandemia e sui suoi effetti economici e sociali, fra i quali il clima.

I leader in coro si sono impegnati a combattere il cambiamento climatico e ad attuare l’accordo Parigi. L’unica voce contraria è stata quella di Donald Trump, che ha difeso la decisione americana di uscire da quell’accordo: “Non era per difendere l’ambiente ma per distruggere l’economia americana”, ha sostenuto il presidente americano prima di andare via, per il secondo giorno consecutivo, mentre i lavori erano ancora in corso.

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