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Analisti nettamente più ottimisti su congiuntura svizzera

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Keystone-SDA

Gli analisti finanziari sono nettamente più ottimisti riguardo all'evoluzione congiunturale elvetica: è l'indicazione che deriva dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti.

(Keystone-ATS) L’indicatore principale – emerge dalle informazioni diffuse oggi – si è attestato in luglio a +10,0 punti, in progressione di 35,0 punti rispetto a giugno. L’indice torna quindi in zona positiva e sale ai massimi da novembre 2025.

Andando nei dettagli, il 16,7% degli interpellati pronostica un miglioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, il 6,7% scommette su un peggioramento, mentre il 76,7% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori che determinano poi l’indice complessivo: 16,7 meno 6,7 = +10,0). Rispetto a giugno sono diminuiti i pessimisti (-23,9 punti), mentre sono progrediti gli ottimisti (+11,1) e coloro che puntano sullo status quo (+12,8 punti).

Sempre importanti sono i segnali riguardo al rincaro: l’inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 20,7% del campione, mentre il 17,2% si aspetta un calo e il 62,1% stabilità. I tassi d’interesse sono attesi fermi nel corto termine (86,2%) e anche sul lungo periodo la quota più consistente (60,7%) punta sull’assenza di variazioni.

Il 62,1% degli interrogati (+22,1 punti rispetto a giugno) prevede inoltre un incremento dell’indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 17,2% punta su valori stabili e il 20,7% su una contrazione. Sul fronte valutario, il 51,7% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all’euro, il 6,9% un indebolimento e il 41,4% ritiene che non vi saranno cambiamenti del corso; nei confronti del dollaro le rispettive quote sono identiche, cioè del 51,7%, 6,9% e 41,4%. Riguardo alla disoccupazione il 40,7% vede una crescita dei senza lavoro, il 59,3% una stagnazione e nessuno un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 16 e il 23 luglio, hanno partecipato 30 analisti della comunità finanziaria elvetica. L’inchiesta in questione viene realizzata dal gennaio 2017: fino all’agosto 2023 partner di CFA – un’associazione di professionisti dell’investimento che ha radici americane – era Credit Suisse, ora è UBS, banca che ha rilevato il concorrente.

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