Bilancio positivo del franco due anni dopo l’introduzione dell’euro
A due anni dall'introduzione dell'euro la Banca nazionale svizzera (BNS) ha tracciato un bilancio positivo sul ruolo svolto dal franco. La politica della banca centrale ha dato validi risultati. Malgrado sia un «nano» tra giganti, la divisa elvetica è riuscita ad affermarsi.
Lo ha detto Bruno Gehrig, vicepresidente della direzione della BNS, intervenendo martedì a Zurigo alla Camera di commercio Svizzera-Stati Uniti. La BNS è riuscita malgrado tutto a sviluppare una propria politica, conservando così un livello di interessi più basso rispetto a quello europeo, ha osservato Gehrig.
L’evoluzione dei corsi dei cambi ha agevolato tale politica. L’istituto di emissione aveva allentato la stretta monetaria nel 1999 e il franco si era mosso su livelli deboli. Nel primo trimestre del 2000 la BNS ha impresso una svolta restrittiva alla sua politica e il franco si è rafforzato sulla moneta unica, senza compiere però balzi eccessivi, ha detto Gehrig.
«Senza il sostegno dei corsi dei cambi avremmo sicuramente dovuto dare un giro di vite in più ai tassi di interesse», ha commentato il vicepresidente. Prima dell’introduzione dell’euro, la BNS aveva spesso ribadito la volontà di intervenire in caso di massiccio apprezzamento della divisa elvetica. Tale situazione non si è però verificata.
Contrariamente alle aspettative, dallo scorso giugno la banca centrale non ha più modificato la fascia di oscillazione del Libor a tre mesi, il suo principale tasso di riferimento. Retrospettivamente la politica seguita si è rivelata giusta, ha commentato Gehrig.
«La congiuntura in Svizzera e all’estero ha registrato un rallentamento, come avevamo previsto. Tale comportamento non era privo di rischi. Ma nella politica monetaria ogni tanto si ha anche bisogno di un po’ di fortuna», ha detto il vicepresidente.
Attualmente la BNS considera adeguata la fascia di oscillazione del Libor (London Interbank Offered Rate), che va dal 3 al 4 percento. La banda di fluttuazione lascia margini sufficienti per affrontare gli adeguamenti sui mercati dei cambi. La BNS continuerà a osservare attentamente l’evoluzione in atto e reagirà, se necessario, ha detto Gehrig.
Il franco occupa una posizione subordinata nel commercio globale. «È un nano tra giganti», secondo Gehrig. Tenuto però conto delle dimensioni del paese, la moneta svizzera non sfigura. Secondo le statistiche della Banca dei regolamenti internazionali (BRI), che risalgono al 1998, il volume degli scambi ammonta a 100 miliardi di franchi al giorno, pari al 7 percento del totale.
Il franco si situa dopo i tre grandi – dollaro, euro e yen – e la sterlina, al qunto posto fra le principali monete. Più importante è invece il suo ruolo per gli investitori internazionali privati e istituzionali. La divisa elvetica riflette la stabilità e l’efficienza della piazza finanziaria.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.