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Dogana Svizzera chiusa, scatta a Como l’allarme Tir

Frontiera italo-svizzera: sempre più frequenti ingorghi di TIR Keystone

Con la chiusura giovedì della dogana svizzera per la festa dell'Ascensione in tutta la provincia di Como si teme il caos viario. Il Comune lariano, il Comando della polizia urbana e la Prefettura invitano la popolazione a non usare le auto private se non per assoluta necessità.

Mentre gli autotrasportatori puntano il dito contro la Svizzera che non vuole allargare la fascia oraria per il transito notturno dei Tir, le preoccupazioni non mancano nemmeno in Ticino, soprattutto tra gli operatori turistici. Sul versante italiano della fascia di confine è scattato l’allarme rosso. Per giovedì e venerdì, in coincidenza della festa che in Italia non è riconosciuta, si prevede un forte afflusso di Tir che resteranno bloccati per la chiusura della dogana commerciale di Brogeda dalle 22 di mercoledì sino alle 3 di venerdì.

Per evitare il collasso completo del traffico le autorità locali e provinciali hanno lanciato ripetuti appelli per radio, Tv e giornali a cittadini a non mettersi in strada intasando del tutto la circolazione. La Prefettura ha invitato i camionisti in particolare a non effettuare inutili spostamenti, già a partire da mercoledì pomeriggio, in direzione dei valichi di confine.

Giorni di passione, insomma, sino all’alba di venerdì quando i mezzi pesanti ammassati alla frontiera potranno defluire verso il Ticino, grazie all’apertura anticipata della dogana concessa dalla Svizzera. Una concessione che secondo il presidente degli autotrasportatori Giorgio Colato non è affatto sufficiente e che anzi aumenta i disagi sia per la popolazione che per gli autisti di Tir.

Per Colato la deroga al divieto notturno di transito per camion andava applicata dalla mezzanotte tra giovedì e venerdì. Da tempo gli autotrasportatori italiani insistono per ottenere l’abolizione completa o quantomeno parziale di questo divieto. Una richiesta a cui si oppongono decisamente Confederazione e Cantoni.

Intanto, anche in Ticino si guarda con una certa apprensione a quanto succederà sul fronte del traffico durante i ponti dell’Ascensione e di Pentecoste, da sempre i primi test significativi sull’andamento della prossima stagione turistica. Gli operatori del settore sono molto preoccupati. Albergatori e ristoratori sono scesi in campo sollecitando l’applicazione del contingentamento dei camion in transito proposto a Berna dal governo cantonale.

Una sollecitazione analoga è arrivata anche dall’Ente ticinese per il turismo che qualche giorno fa ha scritto al Consiglio federale lamentando il fatto che nei primi mesi dell’anno nel cantone si è registrata una flessione del 12-15% delle presenze turistiche contrariamente alla media svizzera che ha registrato invece un aumento del 6%. Per l’Ente la vistosa diminuzione è dovuta all’effetto Tir che dissuade i vacanzieri del nord, che rappresentano il 70% delle affluenze, a mettersi in viaggio verso il Ticino. Nella lettera si ricorda pure che il turismo rappresenta un pilastro dell’economia cantonale: 15% del prodotto interno lordo, una cifra di affari di 1,8 miliardi di franchi e 25 mila posti di lavoro.

Ora si spera che dall’incontro del 28 maggio tra i rappresentanti dei cantoni coinvolti nell’emergenza Tir, e il ministro dei Trasporti Moritz Leuenberger, sortisca finalmente qualcosa di concreto per impedire il moltiplicarsi dei disagi e delle polemiche.

Libero D’Agostino

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