The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Atomo: Nagra, richieste di dimissioni, UFE fissa incontro

(Keystone-ATS) Crisi di fiducia nella Società per l’immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra), richiesta di dimissioni dei suoi vertici e rapido incontro chiarificatore con l’Ufficio federale dell’energia (UFE): sono queste le prime reazioni alla pubblicazione nei domenicali di un documento interno della stessa Nagra che menziona due soli siti, invece dei sei allo studio, per la costruzione di un deposito finale di rifiuti nucleari.

Un incontro tra i tre dirigenti della Nagra – Thomas Ernst, Markus Fritschi e Piet Zuidema – e l’ufficio federale competente dovrebbe svolgersi già questa settimana, ha riferito all’ats la portavoce dell’UFE Marianne Zünd. La questione comporterà verosimilmente delle conseguenze sul piano personale, ma prima di tutto l’ufficio vuole dare alla Nagra la possibilità di spiegarsi, ha aggiunto.

Il fatto che la Nagra decida per quali scenari stabilire le previsioni finanziarie non corrisponde a quanto deciso, ha precisato la Zünd. Il governo mantiene la procedura di selezione prevista, che deve rimanere aperta ai vari risultati. Solo il Consiglio federale ha la competenza di limitare a meno di sei il numero delle zone in questione. La Nagra deve presentare entro il 2014 le proposte per almeno due siti per ognuna delle due categorie di rifiuti: a radioattività alta o medio-bassa.

La nota della Nagra pubblicata dai domenicali “SonntagsZeitung” e “Le Matin Dimanche” menziona solo la zona a nord-est di Zurigo (Weinland) e del Giura orientale (ex Bözberg) come siti per la possibile costruzione di depositi di rifiuti atomici, rispettivamente ad alta e medio-debole radioattività.

“Ora dovremo darci parecchio da fare per spiegarci”, ha ammesso all’ats il presidente del consiglio di amministrazione della Nagra, il consigliere agli Stati Pankraz Freitag (PLR/GL). Egli assicura che la Nagra “metterà sul tavolo tutti i fatti”, e che “in seguito le cose andranno a posto e si potrà continuare la collaborazione con le regioni chiamate in causa”. Egli si rammarica per il clamore suscitato dalla vicenda, ma non vede motivi per conseguenze personali a livello della dirigenza: né il cda, né il direttore hanno visto la nota interna prima dalla pubblicazione di domenica.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR