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Quanto dovrebbe essere neutrale la Svizzera?

Moderato da:

Qual è la posizione della Svizzera nel mondo? E dove si sta dirigendo? Mi concentro sugli sviluppi attuali e su quelli possibili in futuro. Dopo aver completato gli studi (storia, diritto e studi europei), ho lavorato per un periodo presso l'ambasciata svizzera ad Atene. Ho esperienza giornalistica in patria e all'estero, a livello locale e nazionale, come freelance e come giornalista professionista. Oggi, il mio lavoro si concentra sulla dimensione internazionale.

Per alcuni non è abbastanza neutrale, per altri lo è fin troppo: la neutralità svizzera è oggetto di un acceso dibattito, sia all’interno del Paese sia all’estero.

Il 27 settembre, in Svizzera si voterà sulla cosiddetta Iniziativa sulla neutralità. I sondaggi indicano che il principio della neutralità continua a godere di un ampio consenso nella popolazione. Allo stesso tempo, emerge chiaramente che non tutti attribuiscono lo stesso significato a questo concetto e che le opinioni su come la Svizzera dovrebbe interpretarlo e applicarlo oggi sono tutt’altro che univoche.

E voi cosa ne pensate? In un contesto internazionale sempre più complesso, la Svizzera come dovrebbe interpretare e applicare la propria neutralità? Condividete con noi la vostra opinione.

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paracadutista con la bandiera svizzera

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Neutralità

Come l’iniziativa sulla neutralità vuole cambiare la politica svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato al L’iniziativa sulla neutralità vuole iscrivere nella Costituzione un’interpretazione rigorosa della neutralità svizzera. Quali conseguenze avrebbe una simile modifica sulla politica estera e di sicurezza della Svizzera?

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J
juanmasaldivarc
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La Svizzera ha perso la sua neutralità non solo per aver venduto armi, ma anche per aver applicato alla Russia le sanzioni imposte ingiustificatamente dall’Unione Europea (UE). I paesi della NATO che fanno parte dell’UE hanno violato le norme di decenza e di buon vicinato portando la NATO alle frontiere della Russia, un fatto che minaccia la sicurezza della Russia stessa. Per questo motivo la Russia ha dovuto condurre un’operazione speciale in Ucraina, al fine di difendere la popolazione ucraina di lingua russa e anche per costringere l’Ucraina a non aderire alla NATO e a rimanere un paese neutrale.

Suiza dejó de ser neutral por el hecho de vender armas, y además por aplicar a Rusia las sanciones impuestas injustificadamente por la Unión Europea (UE). Los países de la OTAN que forman parte de la UE incumplieron normas de decencia y buena vecindad al llevar la OTAN a las fronteras de Rusia, hecho que amenaza la seguridad de la propia Rusia. Por tal razón Rusia debió llevar a cabo una operación especial en Ucrania, a fin de defender la población ucraniana de habla rusa y también para obligar a Ucrania a no integrarse a la OTAN y a ser un país neutral.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@juanmasaldivarc

La cosiddetta “operazione speciale” è una guerra di aggressione, e i funzionari russi hanno già chiarito da tempo che il vero motivo non è la NATO. Ancora una nota sulla neutralità svizzera: la vendita di armi è esplicitamente consentita, così come le sanzioni. Per saperne di più (in spagnolo): https://www.swissinfo.ch/spa/politica-exterior/qué-le-depara-a-la-neutralidad-suiza/45810440

Die sogenannte "Spezialoperation" ist ein Angriffskrieg, und dass der wahre Grund nicht die Nato ist, haben russische Offizielle schon längst klar gestellt. Etwas noch zur Schweizer Neutralität - Waffenverkäufe sind explizit darin erlaubt, wie auch Sanktionen. Lesen Sie hier mehr (auf Spanisch): https://www.swissinfo.ch/spa/politica-exterior/qué-le-depara-a-la-neutralidad-suiza/45810440

Anonima / Anonimo
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A mio avviso, la neutralità sussiste solo se ci si orienta anche al diritto. Questo significa, secondo me, che non siamo neutrali semplicemente tenendoci fuori da tutto e dicendo «non è affar nostro», ma piuttosto non comportandoci in modo bellicoso, pur prestando attenzione quando da qualche parte accade qualcosa di ingiusto e impegnandoci per la giustizia. ____Non si può più nemmeno dire di non essere stati a conoscenza di un'ingiustizia, al giorno d'oggi in cui le informazioni possono essere trasmesse in diretta quasi ovunque e in qualsiasi momento. Inoltre, non possiamo più dire che non abbiamo bisogno degli altri Paesi, poiché siamo autosufficienti; pertanto, non possiamo né dobbiamo limitarci a non dire nulla su ciò che accade nel mondo, ma dobbiamo impegnarci per il diritto e la giustizia.

Neutralität finde ich ist nur dann gegeben, wenn man sich auch am Recht orientiert. Das heisst für mich, wir sind nicht neutral, indem wir uns überall einfach raushalten und sagen "nicht unser Ding", sondern indem wir uns nicht kriegerisch verhalten, allerdings trotzdem auch hinschauen, wenn irgendwo etwas unrechtes geschieht und uns für Gerechtigkeit einsetzen. ____Man kann auch nicht mehr sagen, dass man von einem Unrecht nicht gewusst hat, in der heutigen Zeit wo Informationen fast überall und zu jederzeit life übertragen werden können. Wir können zudem nicht mehr sagen, wir brauchen die anderen Länder nicht, da wir uns selbst versorgen, somit können und sollen wir auch nicht einfach nichts zum Geschehen in der Welt sagen, sondern uns für Recht und Gerechtigkeit einsetzen.

Anonima / Anonimo
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Credo che la nostra neutralità dipenda anche dal fatto che gli altri paesi ci percepiscano come neutrali. La neutralità non è qualcosa che si può essere solo a volte. Ogni paese ha il diritto di sostenere una linea politica, ma questa non è neutralità. Affermare che la Svizzera dovrebbe rimanere flessibile nel modo in cui interpreta la neutralità non fa altro che renderci ancora di più una pedina nella politica internazionale. Perché essere neutrali in un caso e non in un altro? Stiamo forse proponendo una sorta di lista di controllo, da attivare ogni volta che si verificano determinati eventi, che si applica sempre? Oppure ci limitiamo a seguire l’istinto del politico di turno?____Il nocciolo della questione è che, se gli altri Paesi non ci percepiscono più come neutrali, di fatto non lo siamo. Non offriamo più un tavolo per una discussione pacifica, un ruolo che altri paesi si sono invece dimostrati disposti ad assumere. Un luogo per la pace ha bisogno di uno spazio nella politica mondiale, libero da pressioni politiche esterne, minacce o intimidazioni.____Il voto di oggi chiede se fissare definitivamente quel principio, escludendo per sempre le sanzioni e la cooperazione con la NATO. Un voto contrario verrebbe interpretato dal mondo come una scelta della Svizzera di mantenere la propria neutralità negoziabile piuttosto che impegnarsi a rispettarla, il che costituisce di per sé una forma di rinuncia. È proprio quella stessa neutralità ad attirare le persone in Svizzera come rifugio da un mondo turbolento e a mantenere forte la nostra moneta.

I believe our neutrality also depends on other countries perceiving us as neutral. Neutrality isn't something you can be only sometimes. Every country has the right to support a political direction, but that isn't neutrality. Saying Switzerland should stay flexible in how it interprets neutrality only makes us more of a pawn in international politics. Why be neutral in one case and not another? Are we proposing some kind of checklist, triggered whenever particular events occur, that always applies? Or are we just going with whatever gut feeling the politician of the day happens to have?____The nub of the problem is that if other countries no longer perceive us as neutral, we are, de facto, not neutral. We no longer offer a table for peaceful discussion, a role other countries have been willing to take on instead. A place for peace needs a place in world politics, free from outside political pressure, threats or bullying.____Today's vote asks whether to fix that principle permanently, ruling out sanctions and NATO cooperation for good. A no vote would be read by the world as Switzerland choosing to keep its neutrality negotiable rather than committing to it, which is itself a form of renunciation. That same neutrality is what draws people to Switzerland as a refuge from a turbulent world, and what keeps our currency strong.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@Anonima / Anonimo

Ebbene, a un giorno dal voto, i titoli dei media internazionali sono piuttosto sobri. La maggior parte dei media ritiene che la Svizzera intenda gestire la propria neutralità in modo flessibile, senza però voler rinunciarvi.

Nun, einen Tag nach der Abstimmung sind die internationalen Schlagzeilen eher nüchtern. Die meisten Medien gehen davon aus, dass die Schweiz ihre Neutralität flexibel handhaben will - und eben genau nicht auf sie verzichten will.

J
jepyerly@websud.ch
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Per quanto riguarda le sanzioni, è fondamentale porsi la seguente domanda. Le sanzioni della Svizzera contro la Russia ci hanno causato numerosi problemi. Inoltre, se la piccola Svizzera volesse sanzionare ogni Paese “problematico”, ci ritroveremmo completamente isolati e messi da parte. Tra conflitti armati, economici, religiosi, droga, corruzione, diritti umani ecc. Ci si può chiedere cosa facciano tutte queste organizzazioni mondiali, a parte inquinare l’aria con trasporti inutili e tutti quei discorsi inutili e privi di conseguenze. In questi tempi cosiddetti moderni, è davvero doloroso constatare tutte queste guerre, questi miliardi spesi in munizioni inquinanti e dannose per il clima. Questi miliardi potrebbero essere spesi in modo più intelligente per garantire la stabilità alimentare, sanitaria, sociale e militare nel mondo.

Concernant les sanctions, il est impératif de se poser la question suivante. Les sanctions de la Suisse contre la Russie nous a coûté de nombreux problèmes. De plus, si la petite Suisse désire sanctionner chaque Pays à Problèmes , nous serio0ns complètement isolés et mis de côté. Entre conflits armés , économiques, religieux, drogues , corruptions, droits de l'homme etc . On peut se demander ce que font toutes ces organisations mondiales , mis à part, polluer l'air avec les transports inutiles , et tous ces discours inutiles sans conséquences. Dans ces temps dits modernes, c'est bien affligeant de constater toutes ces guerres, ces milliards dépensés en munitions , polluantes ,destructrice du climat . Ces milliards pourraient être dépensés plus intelligemment dans la stabilité alimentaire ,sanitaire, sociale militaire dans le monde .

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@jepyerly@websud.ch

La Svizzera ha circa 30 regimi di sanzioni, alcuni dei quali in vigore ormai da decenni. Applica quindi sanzioni a molti «paesi problematici». E i fondi destinati alle munizioni si potrebbero davvero risparmiare con estrema facilità, rinunciando alle guerre di aggressione. Proprio come previsto dalla Carta delle Nazioni Unite.

Die Schweiz hat circa 30 Sanktionsregimes, die teilweise seit Jahrzehnten bestehen. Sie sanktioniert also viele "Problemländer". Und das Geld für die Munition kann man sich wirklich recht einfach sparen - indem man auf Angriffskriege verzichtet. Wie es von der UNO-Charta auch vorgesehen ist.

J
Jorg Hiker
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@jepyerly@websud.ch

I politici autoritari non hanno alcun rispetto per i codardi e gli avidi. Se la Svizzera cede alle minacce, trasmette il messaggio che le minacce funzionano e invita lo stesso leader autoritario e altri leader autoritari mondiali a esercitare ulteriori pressioni sulla Svizzera, con scarse prospettive di raggiungere un accordo, ma naturalmente solo dopo che la Svizzera avrà fatto ulteriori concessioni.

Strongman politicians have no respect for the cowards and greedy. If Switzerland bows to threats, it sends the message that threats work, and invites the same and other world strongmen to bully Switzerland more, with dim prospects of some deal, but naturally only after Switzerland makes further concessions.

J
jepyerly@websud.ch
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Il problema sollevato è piuttosto complesso. In passato, il nostro piccolo e tranquillo Paese ha beneficiato di questa neutralità piuttosto rigorosa. Molti Paesi riconoscono che un’oasi di tranquillità nel cuore dell’Europa rivestisse una grande importanza. I nostri politici e dirigenti dell’epoca possedevano maggiore intelligenza e senso di responsabilità nelle azioni intraprese ed erano riconosciuti come abili negoziatori. Attualmente, la mescolanza demografica, l’industrializzazione, le banche e l’economia di un Paese che lavora e gestisce bene le proprie risorse stuzzicano i nostri vicini e altri, spingendoli a volere che contribuiamo finanziariamente a coprire i loro disastri finanziari; In questo contesto, non cederò alle argomentazioni poco credibili della sinistra e dei suoi alleati del PLR, e voterò SÌ all’iniziativa sulla neutralità.

Le problème soulevé est assez complexe . Dans le passé , notre petit Pays, tranquille , a bénéficié de cette neutralité assez stricte . Beaucoup de Pays reconnaissent qu'un ilot tranquille au milieu de l'Europe , avait toute son importance. Nos politiciens et dirigeants de l'époque, avaient plus d’intelligence, de sens de responsabilité des actions entreprises , étaient reconnus comme de bons négociateurs . Actuellement , les mélanges de population, l'industrialisation, les banques , l'économie d'un Pays qui travaille et gère bien ses ressources , fait titiller nos voisins et d'autres , afin que nous participions financièrement a couvrir leurs débâcles financières , Dans ce contexte , je ne cèderai pas aux arguments peu crédibles de la gauche et ses amis PLR , et voterai OUI à l'initiative sur la neutralité.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@jepyerly@websud.ch

Di quale “disastro finanziario” sta parlando e cosa c’entra questo con la neutralità?

Von welchem "finanziellem Debakel" sprechen Sie und was hat das mit der Neutralität zu tun

J
Jorg Hiker
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Ho letto con interesse le argomentazioni di molti russi secondo cui la Svizzera dovrebbe essere soggetta alle sanzioni degli Stati Uniti e dell’Unione Europea per aver mantenuto rapporti commerciali con la Russia. Qualcuno potrebbe fornire i dati relativi agli scambi commerciali della Svizzera sia con la Russia che con i paesi che hanno imposto le sanzioni? Vorrei inoltre conoscere i rischi associati agli scambi commerciali con la Russia. Ciò fornirebbe ai lettori dati concreti anziché vaghe illusioni.

I have read with interest the arguments from many Russians who claim that Switzerland should face US and EU sanctions due to keeping business ties with Russia. Could someone provide the trade figures for Switzerland's commerce with both Russia and the countries that have imposed sanctions? I would also like to know the risks associated with trading with Russia. This would provide readers with facts instead of vague illusions.

J
Jorg Hiker
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Per la Svizzera, la scelta più saggia è quella di rimanere neutrale, ma di mantenere assolutamente aperta la possibilità di aderire ad alleanze in caso di minaccia, come ad esempio una guerra ibrida. Alcuni leader mondiali considerano i paesi privi di alleati come indifesi e facili da mettere sotto pressione. La convinzione del XX secolo secondo cui la Svizzera non sarebbe stata attaccata fintanto che non avesse minacciato gli altri non è più valida. La storia dimostra, ad esempio, che nel 2014 la Russia ha lasciato in pace i piccoli Paesi baltici perché facevano parte della NATO, ma ha attaccato l’Ucraina, che era neutrale.

For Switzerland, it is wisest to remain neutral, but absolutely keep open the possibility of joining alliances in the event of a threat, such as hybrid warfare. Some world leaders view countries without allies as helpless and easy to pressure. The 20th-century belief that Switzerland will not be attacked as long as it does not threaten others is no longer true. History shows, for example, that in 2014 Russia left the small Baltic countries alone because they were in NATO, but attacked neutral Ukraine.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@Jorg Hiker

Questo è anche ciò che il governo (di concerto con il Parlamento) intende fare: mantenere rapporti con l’UE e la NATO tali da poter sperare nel loro sostegno in caso di attacco. Ci si chiede fino a che punto ciò sia realistico.

Das ist auch das, was die Regierung (in Absprache mit dem Parlament plant): Beziehungen zu EU und Nato soweit zu unterhalten, dass sie im Fall eines Angriffs auf ihre Unterstützung hoffen könnte. Die Frage stellt sich, inwiefern das realistisch ist.

J
Jorg Hiker
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@Giannis Mavris

Mantenere aperta la possibilità di future alleanze è una mossa astuta, perché lancia un messaggio: intraprendiamo azioni limitate, ma se veniamo minacciati, possiamo diventare apertamente ostili. In ogni caso, la Svizzera deve agire di fronte alla nuova categoria di minacce ibride o attacchi al di sotto della soglia della dichiarazione di guerra. Magari stringendo un patto antisabotaggio. Supponiamo che un drone misterioso e assolutamente non russo danneggi la rete elettrica svizzera: come reagirebbe la Svizzera? La risposta «no» o «non lo so» è un invito al sabotaggio.

Keeping the possibility of future alliances is clever, because it sends a message: we take limited action, but if we are threatened, we can become openly hostile. In any case, Switzerland must act on the new category of hybrid threats or attacks below the threshold of war declaration. Possibly form an anti-sabotage pact. Suppose that a mysterious and absolutely not Russian drone damages Switzerland's electricity supply—how would Switzerland react? The answer "not" or "don't know" is an invitation to sabotage.

Lynx Vegas
LynxVegas
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La Svizzera ha smesso di essere neutrale nel momento stesso in cui ha iniziato a vendere armi all’estero. Anche se vende armi a entrambe le parti coinvolte in un conflitto, non può essere neutrale. Inoltre, la neutralità è venuta meno nel momento stesso in cui la Svizzera si è intromessa negli affari di altri paesi. Per essere veramente neutrali, bisogna chiudere le frontiere: niente svizzeri fuori, niente stranieri dentro. Rimanete per conto vostro.

Switzerland ceased being neutral as soon as it started selling weapons abroad. Even if it sells to both sides involved in a conflict, it cannot be neutral. Also, neutrality ended as soon as Switzerland got involved in the affairs of other countries. To be truly neutral - close the borders - no Swiss out, no foreigners in. Keep yourselves to yourselves.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@LynxVegas

Quindi trasformare la Svizzera nella Corea del Nord? Nessuno definisce quel Paese “neutrale”, però...

Also die Schweiz zu Nordkorea umzugestalten? Dieses Land bezeichnet allerdings niemand als neutral...

S
Silver

La Neutralità è sempre stata l'emblema della Svizzera, quella che ciha sempre distinto nel mondo, ci ha preservato da guerre e ci ha permesso di prosperare, seppur circondati da Stati molto più grandi e potenzialmente più ricchi di noi.__Poi per mero interesse economico le varie lobby di potere in Svizzera, hanno influenzato la Politica costringendola a piegarsi e uniformarsi sempre di più alla Unione Europea che sta lavorando per portare la nostra (ancora per poco) ricca Nazione all'interno della UE. Sarebbe una cash cow da cui spillare miliardi e con un potere contrattuale minimo all'interno dei dinosauri che compongono oggi l'unione.__Dal 2022 il nostro Consiglio Federale ha svenduto la nostra Neutralità, sostenendo opportunisticamente che vi possono essere tante Neutralità, ognuna per il bisogno del momento. Ma questo non vuole più dire essere Neutralità e così facendo porteremo la UE a decidere le nostre politiche finanziarie e commerciali, a entrare nella nostra legislatura arroganti il diritto di legiferare in casa nostra .__Da cittadino chiedo quanti miliardi di franchi sarebbero rimasti in Patria, a beneficio della popolazione svizzera, invece di regalarli con prestiti a fondo perduto all'Ucraina? __Un giorno qualcuno si è alzato e ha deciso che l'Europa avrebbe dovuto sostenere l'Ucraina in una specie di guerra santa contro una Russia che probabilmente voleva rimettere solo ordine in una Regione russofona. Quante sono state le guerre in Europa e ai suoi confini, in cui è - giustamente - intervenuta solo l'ONU? __Qui invece qualcuno aveva interesse a creare una situazione di impoverimento dell'Europa e c'è riuscito.__Perchè la Svizzera dovrebbe seguire questa politica suicida?__Restiamo Neutrali, ma con una Neutralità vera!

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@Silver

Una “guerra santa” dell’Ucraina contro la Russia? Non si potrebbe distorcere di più la realtà.

Ein "heiliger Krieg" der Ukraine gegen Russland? Viel mehr kann man die Dinge nicht verkehren.

B
Blackcrow
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Il cosiddetto “status di neutralità perpetua” della Svizzera (riconosciuto formalmente nel 1815) non è altro che una falsa neutralità, poiché smette di essere un principio morale ed etico per trasformarsi in opportunismo politico e pragmatismo economico. __Non dimentichiamo che da tale neutralità derivano altri aspetti, come il sacrosanto segreto bancario svizzero, che storicamente è servito ad accogliere capitali di provenienza dubbia, fondi di dittatori e beni in tempo di guerra, come l’oro nazista durante la Seconda guerra mondiale. __L’attuale scenario globale impone alle democrazie europee di difendere lo status quo, che, con i suoi punti deboli e i suoi punti di forza, ha dato vita al periodo più prospero e produttivo della storia.__Ma tutto ciò potrebbe crollare come un castello di carte di fronte alla nuova ascesa delle politiche populiste di estrema destra sotto la tutela e la protezione degli Stati Uniti, che hanno già dimostrato che chi non è con loro è contro di loro. __La Svizzera non fa eccezione, con o senza neutralità di fatto.

El también denominado "estatus de neutralidad perpetua" de Suíza (reconocido formalmente en 1815) , no deja de ser una falsa neutralidad, pues deja de actuar como un principio moral y ético para convertirse en oportunismo político y en pragmatismo económico . __No olvidemos que de esa neutralidad derivan otros argumentos como el sacrosanto secreto bancario suizo que sirvió históricamente para acoger capitales de dudosa procedencia, fondos de dictadores y activos en tiempos de guerra , como el oro nazi en la 2a guerra mundial. __El escenario global actual exige a las democracias europeas defender el actual status quo, que con sus debilidades y fortalezas, da lugar al periodo más próspero y productivo de la historia.__Pero todo eso podría caer como un castillo de naipes ante el nuevo auge de las políticas populistas de extrema derecha bajo la tutela y el amparo de los Estados Unidos, que ya demostró que quien no está con él, está contra él. __Suíza no es una excepción con o sin neutralidad de facto .

Anonima / Anonimo
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L’articolo di Paul Widmer è fuorviante. __In primo luogo, non esiste un “ritorno” a una neutralità in qualche modo più completa. L’iniziativa mira piuttosto a inserire nella Costituzione una neutralità completamente nuova, che impedirebbe al Consiglio federale e al Parlamento di reagire alle singole situazioni in conformità con il diritto internazionale, in particolare con la Carta delle Nazioni Unite. In questo modo la Svizzera non diventerebbe «più neutrale», ma un’outsider emarginata che se ne infischia del diritto internazionale umanitario. La Svizzera ha perso prestigio dal 2022, non perché fosse troppo poco neutrale, ma perché ha esitato e fino ad oggi non ha chiarito di voler rispettare la propria Costituzione federale, che già nel preambolo afferma chiaramente ciò che la Svizzera dovrebbe rappresentare: che la libertà si misura in base al benessere dei più deboli! __Ma definirsi poi neutrali a spese dei più deboli e rafforzare così l’aggressore, rifiutandosi di sostenere anche le sanzioni internazionali minime, è profondamente antissvizzero, codardo e imprudente. L’iniziativa sulla neutralità va respinta; dobbiamo fare in modo che venga respinta con chiarezza, per dimostrare al mondo che siamo sì neutrali, ma non stupidi né codardi.

Der Artikel von Paul Widmer ist irreführend. __Erstens gibt es kein "Zurück" zu einer irgendwie vollständigeren Neutralität. Die Initiative will vielmehr eine völlig neue Neutralität in die Verfassung schreiben, die es dem Bundesrat und Parlament verunmöglichen, auf die jeweilige Situation im Einklang mit dem Völkerrecht, insbesondere der UNO-Charta, zu reagieren. Damit würde die Schweiz nicht "neutraler", sondern eine geächtete Aussenseiterin, die sich um das humanitäre Völkerrecht foutiert. Die Schweiz hat an Ansehen seit 2022 eingebüsst, nicht weil sie zu wenig neutral war, sondern weil sie gezögert hat und bis heute nicht deutlich gemacht hat, dass sie sich an die eigene Bundesverfassung halten will, die schon in der Präambel deutlich macht, für was die Schweiz stehen sollte: Dass Freiheit sich misst am Wohl der Schwachen! __Sich dann aber auf Kosten der Schwachen neutral zu nennen und dabei den Aggressor stärken, indem man sich weigert, minimale international Sanktionen mitzutragen, ist zu tiefst unschweizerisch, feig und unweise. Die Neutralitätsinitiative wird abgelehnt; wir müssen dafür sorgen, dass sie deutlich abgelehnt wird, um der Welt zu zeigen, dass wir zwar neutral sind, aber nicht dumm und feige.

D
d‘Assindia
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L’inverno silenzioso____Era il terzo giorno senza sole quando arrivarono i droni. Nessuno sciame da combattimento, nessuna esplosione – solo un ronzio sibilante sui passi alpini, seguito da uno strano odore metallico nell’aria. Il comunicato ufficiale dell’Ufficio federale per la protezione della popolazione parlava di «test atmosferici per migliorare le previsioni meteorologiche». Il tenente colonnello Beat Zollinger, comandante della fortezza del Gottardo, sapeva bene che non era così. La firma era inequivocabile: guerra elettronica, interferenza mirata dell’intera rete di comunicazione satellitare occidentale. La Svizzera era rimasta alla cieca.____Nello stesso istante, i serbatoi di petrolio vicino a Basilea prendevano fuoco. Sabotaggio, preciso e professionale. I vigili del fuoco arrivarono troppo tardi perché i sistemi di coordinamento erano fuori uso. Il Consiglio federale si riunì nel bunker segreto sotto il Gurten. L’atmosfera era gelida. Il ministro degli Esteri, un uomo smunto con le mani tremanti, propose di attivare il meccanismo di emergenza della NATO. Era l’unica idea che gli era venuta in mente quella notte.____Ma prima ancora che le parole si spegnessero, lo interruppe la capogruppo dell’«Azione Futuro Svizzera» (AZS), la dott.ssa Irina Keller. Non era una politica eletta, bensì una cosiddetta «responsabile della stabilità» – una carica che l’AZS aveva istituito in seguito all’ultima «riforma dello stato di emergenza». Il suo sorriso era gentile, la sua voce setosa.____«Signor Consigliere federale», disse, facendo scivolare sul tavolo un documento plastificato. «Articolo 11b dell’Ordinanza sulla neutralità: qualsiasi cooperazione militare o logistica con un’alleanza è considerata un atto di guerra contro la propria sovranità. Una richiesta di aiuto alla NATO costituirebbe una violazione della nostra Costituzione. Devo farle notare che, in un caso del genere, l’AZS sarebbe costretta ad assumere immediatamente le funzioni del Consiglio federale – a tutela della continuità dello Stato.»____Zollinger, presente in qualità di consulente militare, vide i volti dei consiglieri federali impallidire. Lo sapevano. Negli ultimi due anni l’AZS aveva occupato tutte le posizioni chiave: il controllo finanziario, la vigilanza sulle comunicazioni, la sicurezza informatica. Non avevano abolito la neutralità, l’avevano trasformata in un baluardo contro qualsiasi soccorso dall’esterno. La Svizzera era prigioniera delle proprie regole.____Nelle 72 ore successive accadde l’inconcepibile: mentre i droni volavano in cerchio nel cielo e i valichi di frontiera venivano bloccati da unità sconosciute e anonime, l’AZS assunse le funzioni di governo. Il Consiglio federale fu posto agli arresti domiciliari – «per proteggersi da influenze ostili», come si diceva. L’esercito, privato dei mezzi di comunicazione e privo di ordini chiari, rimase nelle caserme. Neutralità significa anche: nessuna aggressione. Quindi non fecero nulla.____Poi iniziò la russificazione. Non con i carri armati, ma con i paragrafi. Il dottor Keller si presentò davanti alla telecamera improvvisata nel Palazzo federale e proclamò la «Nuova Costituzione federale». La democrazia diretta fu sostituita da un «organo direttivo»: l’AZS, che si autoproclamò unica forza legittima nel caos. Le banche furono «nazionalizzate temporaneamente», la stampa fu trasformata in un «servizio d’informazione statale» e l’Università di Zurigo ricevette una nuova commissione centralista per i programmi di studio.____Ma il vero colpo arrivò dalle Alpi. Zollinger era seduto nel suo posto di comando, circondato da apparecchi radio obsoleti, quando giunse la notizia: l’AZS aveva chiesto alla Federazione Russa «assistenza tecnica» per ristabilire l’ordine pubblico. Poche ore dopo, alcuni mezzi da trasporto atterrarono sulla base aerea militare di Payerne. Le insegne erano neutre: croci bianche su sfondo grigio. Ma i soldati che scesero parlavano russo. Non indossavano distintivi nazionali, ma il loro equipaggiamento era quello del nuovo blocco orientale. Ufficialmente erano «consulenti di sicurezza». Ufficiosamente occuparono i punti strategici del Paese.____Zollinger ricevette l’ordine diretto dal nuovo governo dell’AZS: «Ceda il controllo della fortezza alpina alla missione internazionale di sicurezza. Si tratta di un atto neutrale di cooperazione.» Si rifiutò. I suoi ufficiali lo guardarono – alcuni con paura, altri con silenzioso assenso. Ma lui sapeva che non avevano alcuna possibilità. I droni sopra di loro non erano più solo osservatori. Erano armi.____La notte in cui i «consulenti» russi circondarono il Gottardo, Zollinger inviò un ultimo messaggio in codice tramite un vecchio apparecchio a onde corte – direttamente all’Agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne. Il contenuto era conciso: «Neutralità compromessa. L’AZS collabora con le potenze dell’Est. Si richiedono corridoi umanitari.» La risposta non arrivò mai. L’AZS aveva compromesso la frequenza già da tempo. Poche ore dopo, unità in divisa grigia fecero irruzione nel bunker. Zollinger fu portato via. Il suo reato: «Tradimento della neutralità svizzera.»____Nelle settimane successive, il Paese fu sistematicamente trasformato. Le strade ricevettero nuovi nomi – in caratteri cirillici, ma con un suono svizzero. L’AVS fu sostituita da un «sistema a punti sociale» che premiava la lealtà e puniva il dissenso. Le chiese furono trasformate in «centri culturali». La libertà, che un tempo era il cuore della Svizzera, fu sostituita dall’ordine – un ordine freddo ed efficiente che non poneva domande.____Adrian Baumann, l’ex ispettore di polizia, nel frattempo si era rifugiato in una valle sperduta del Vallese. Aveva ascoltato la radio, i nuovi annunci che, in un dialetto svizzero-tedesco dal suono morbido ma straniero, esaltavano i «benefici del nuovo partenariato». Vedeva i droni volare sopra le cime, non più solo osservatori, ma pattuglie. La gente nei villaggi taceva. Andava a lavorare, pagava le nuove tasse e sperava che tutto finisse.____Ma Adrian sapeva bene che non era così. La russificazione non era temporanea. Era l’obiettivo. L’AZS non aveva salvato il Paese: lo aveva venduto, pezzo per pezzo, sotto la copertura della neutralità. L’UE e la NATO ne erano escluse, vincolate dai propri protocolli che vietavano l’ingerenza in un «processo di stabilizzazione interno». Il mondo stava a guardare mentre la Svizzera scompariva in modo silenzioso, pulito e burocratico.____Adrian era seduto nella sua capanna e scriveva su un vecchio taccuino. Documentava ogni giorno, ogni nuovo decreto, ogni nome dei collaborazionisti. Era un atto silenzioso di resistenza, pericoloso e quasi inutile. Ma lui si rifiutava di dimenticare. Perché una volta che la libertà fosse stata completamente cancellata, non ci sarebbe più stato nessuno a ricordare come ci si sentiva.____Fuori cadeva la prima neve. I droni ronzavano sopra gli abeti neri. L’inverno era silenzioso, ma non era tranquillo. Adrian accese una candela, l’unica fonte di calore in quel freddo. E attese. Non l’aiuto dall’esterno – quello non sarebbe mai arrivato. Ma il momento in cui le persone nelle città si sarebbero svegliate e si sarebbero rese conto di non avere più nulla da perdere. Perché solo allora, pensava, la vera lotta avrebbe potuto avere inizio – quando il silenzio fosse diventato troppo forte per essere ignorato.__d’Assindia, settembre 2026

Der stille Winter____Es war der dritte Tag ohne Sonne, als die Drohnen kamen. Keine Kampfschwärme, keine Explosionen – nur ein surrendes Summen über den Alpenpässen, gefolgt von einem seltsamen, metallischen Geruch in der Luft. Die offizielle Meldung des Bundesamts für Bevölkerungsschutz sprach von «atmosphärischen Tests zur Verbesserung der Wettervorhersage». Oberstleutnant Beat Zollinger, Kommandant der Festung Gotthard, wusste es besser. Die Signatur war eindeutig: elektronische Kampfführung, gezielte Störung der gesamten westlichen Satellitenkommunikation. Die Schweiz war blind geworden.____Im gleichen Moment brannten die Öltanks bei Basel. Sabotage, präzise und professionell. Die Feuerwehr kam zu spät, weil die Koordinationssysteme ausgefallen waren. Der Bundesrat tagte im geheimen Bunker unter dem Gurten. Die Stimmung war eisig. Der Aussenminister, ein hagrer Mann mit zitternden Händen, schlug vor, den Notfallmechanismus der NATO zu aktivieren. Es war der einzige Impuls, den er in dieser Nacht hatte.____Doch bevor die Worte verklangen, unterbrach ihn die Fraktionschefin der «Aktion Zukunft Schweiz» (AZS), Dr. Irina Keller. Sie war keine gewählte Politikerin, sondern eine sogenannte «Stabilitätsbeauftragte» – ein Posten, den die AZS nach der letzten «Notstandsreform» geschaffen hatte. Ihr Lächeln war sanft, ihre Stimme war seidig.____«Herr Bundesrat», sagte sie und schob ein laminiertes Dokument über den Tisch. «Artikel 11b der Neutralitätsverordnung: Jede militärische oder logistische Kooperation mit einem Bündnis gilt als kriegerischer Akt gegen die eigene Souveränität. Ein Hilferuf an die NATO wäre ein Bruch unserer Verfassung. Ich muss Sie darauf hinweisen, dass die AZS in einem solchen Fall gezwungen wäre, umgehend die Geschäfte des Bundesrates zu übernehmen – zur Wahrung der staatlichen Kontinuität.»____Zollinger, der als militärischer Berater anwesend war, sah, wie die Gesichter der Bundesräte erblassten. Sie wussten es. Die AZS hatte in den letzten zwei Jahren alle Schlüsselpositionen besetzt – die Finanzkontrolle, die Kommunikationsaufsicht, die Cybersicherheit. Sie hatten die Neutralität nicht abgeschafft, sie hatten sie zu einem Bollwerk gegen jede Rettung von aussen umfunktioniert. Die Schweiz war ein Gefangener ihrer eigenen Regeln.____In den nächsten 72 Stunden geschah das Unfassbare: Während die Drohnen am Himmel Kreise zogen und die Grenzübergänge von unbekannten, grauen Einheiten blockiert wurden, übernahm die AZS die Regierungsgeschäfte. Der Bundesrat wurde unter Hausarrest gestellt – «zum Schutz vor feindlichen Einflüssen», wie es hiess. Die Armee, ihrer Kommunikation beraubt und ohne klaren Befehl, verharrte in den Kasernen. Neutralität bedeutet auch: keine Aggression. Also taten sie nichts.____Dann begann die Russifizierung. Nicht mit Panzern, sondern mit Paragrafen. Dr. Keller trat vor die improvisierte Kamera im Bundeshaus und verkündete die «Neue Eidgenössische Grundordnung». Die direkte Demokratie wurde durch ein «Führungsgremium» ersetzt – die AZS, die sich selbst als einzige legitime Kraft im Chaos erklärte. Die Banken wurden «temporär verstaatlicht», die Presse in einen «Staatsinformationsdienst» überführt, und die Universität Zürich erhielt eine neue, zentralistische Lehrplankommission.____Doch der eigentliche Schlag kam in den Alpen. Zollinger sass in seinem Befehlsstand, umgeben von veralteten Funkgeräten, als die Meldung eintraf: Die AZS hatte die russische Föderation um «technische Unterstützung» gebeten – zur Wiederherstellung der öffentlichen Ordnung. Wenige Stunden später landeten Transporter auf dem Militärflugplatz Payerne. Die Insignien waren neutral: weisse Kreuze auf grauem Grund. Aber die Soldaten, die ausstiegen, sprachen Russisch. Sie trugen keine Hoheitsabzeichen, aber ihre Ausrüstung war die des neuen östlichen Blocks. Offiziell waren sie «Sicherheitsberater». Inoffiziell besetzten sie die strategischen Punkte des Landes.____Zollinger erhielt den direkten Befehl von der neuen AZS-Regierung: «Übergeben Sie die Kontrolle über die Alpenfestung an die internationale Sicherheitsmission. Dies ist ein neutraler Akt der Zusammenarbeit.» Er weigerte sich. Seine Offiziere sahen ihn an – einige mit Angst, andere mit stiller Zustimmung. Aber er wusste, dass sie keine Chance hatten. Die Drohnen über ihnen waren nicht mehr nur Beobachter. Sie waren Waffen.____In der Nacht, als die russischen «Berater» den Gotthard umstellten, schickte Zollinger eine letzte verschlüsselte Nachricht über ein altes Kurzwellengerät – direkt an die EU-Aussengrenzschutzbehörde. Der Inhalt war knapp: «Neutralität gekapert. AZS kollaboriert mit östlichen Mächten. Bitte um humanitäre Korridore.» Die Antwort kam nie. Die AZS hatte die Frequenz längst kompromittiert. Ein paar Stunden später stürmten graue Einheiten den Bunker. Zollinger wurde abgeführt. Sein Vergehen: «Verrat an der schweizerischen Neutralität.»____In den folgenden Wochen wurde das Land systematisch umgeformt. Die Strassen bekamen neue Namen – in kyrillischer Schrift, aber mit Schweizer Klang. Die AHV wurde durch ein «soziales Punktesystem» ersetzt, das Loyalität belohnte und Dissens bestrafte. Die Kirchen wurden zu «Kulturzentren» umgewidmet. Die Freiheit, die einst das Herz der Schweiz war, wurde durch Ordnung ersetzt – eine kalte, effiziente Ordnung, die keine Fragen stellte.____Adrian Baumann, der ehemalige Polizeiinspektor, war inzwischen in einem abgelegenen Tal im Wallis untergetaucht. Er hatte das Radio gehört, die neuen Durchsagen, die in weichem, aber fremd klingendem Schweizerdeutsch die «Wohltaten der neuen Partnerschaft» priesen. Er sah die Drohnen über die Gipfel fliegen, nicht mehr nur Beobachter, sondern Patrouillen. Die Menschen in den Dörfern schwiegen. Sie gingen zur Arbeit, zahlten ihre neuen Steuern und hofften, dass es vorbeigehen würde.____Aber Adrian wusste es besser. Die Russifizierung war nicht vorübergehend. Sie war das Ziel. Die AZS hatte das Land nicht gerettet – sie hatte es verkauft, Stück für Stück, unter dem Deckmantel der Neutralität. Die EU und die NATO standen aussen vor, gefesselt von ihren eigenen Protokollen, die eine Einmischung in einen «innerstaatlichen Stabilisierungsprozess» verboten. Die Welt schaute zu, während die Schweiz leise, sauber und bürokratisch verschwand.____Adrian sass in seiner Hütte und schrieb in ein altes Notizbuch. Er dokumentierte jeden Tag, jede neue Verordnung, jeden Namen der Kollaborateure. Es war ein stiller Akt des Widerstands, gefährlich und fast sinnlos. Aber er weigerte sich, zu vergessen. Denn wenn die Freiheit einmal ganz ausgelöscht war, würde niemand mehr da sein, um sich zu erinnern, wie sie sich anfühlte.____Draussen fiel der erste Schnee. Die Drohnen summten über den schwarzen Tannen. Der Winter war still, aber er war nicht friedlich. Adrian zündete eine Kerze an, die einzige Wärme in der Kälte. Und er wartete. Nicht auf Hilfe von aussen – die würde nie kommen. Sondern auf den Moment, in dem die Menschen in den Städten aufwachen und merken, dass sie nichts mehr zu verlieren haben. Denn nur dann, dachte er, kann der wahre Kampf beginnen – wenn die Stille zu laut wird, um sie zu ignorieren.__d‘Assindia September 2026

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@d‘Assindia

Grazie per il suo racconto breve. Cosa dovremmo trarne?

Danke für Ihre Kurzgeschichte. Was sollen wir daraus nehmen

D
d‘Assindia
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@Giannis Mavris

Si tratta di un cambio di prospettiva verso un possibile futuro.

Es ist ein Perspektivwechsel in eine mögliche Zukunft.

J
Jouflu
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Perché cambiare ciò che già funziona?__Perché aggiungere delle regole quando tutto è sotto controllo?

Pourquoi changer ce qui fonctionne déjà ?__Pourquoi ajouter des règles alors que tout est sous contrôle

P
patdeb
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La neutralità svizzera deve essere totale e imparziale, proprio come la Croce Rossa, riconosciuta su diversi fronti antagonisti. Oggi, con il pretesto di un’etica discutibile, il Consiglio federale allinea la Svizzera al blocco europeo, ben lungi dall’essere neutrale in senso stretto nel conflitto russo-ucraino. __Questo allineamento compromette gravemente la nostra immagine di paese mediatore agli occhi del mondo. Solleva inoltre interrogativi sul mantenimento delle istituzioni internazionali sul nostro territorio, mentre noi sosteniamo apertamente una neutralità etica, presumibilmente politicamente corretta. La neutralità svizzera deve essere applicata nei confronti di tutti i paesi belligeranti. Le sanzioni finanziarie non devono essere politiche, ma puramente bancarie e devono essere applicate indistintamente in caso di comprovata malversazione di fondi. Ciò dovrebbe riguardare anche i cittadini ucraini corrotti, al pari di quelli di altri paesi in guerra.

La neutralité Suisse doit être intégrale et sans parti pris tout comme la croix rouge reconnue sur plusieurs fronts antagonistes. Aujourd’hui, sous prétexte d’éthique discutable, le conseil fédéral aligne la Suisse sur le bloc européen loin d’être neutre au sens strict dans le conflit russo-ukrainien. __Cet alignement péjore gravement notre image de pays médiateur aux yeux du monde. Il pose aussi question sur le maintien d’institutions internationales sur notre territoire alors que nous prônons ouvertement une neutralité éthique prétendument politiquement correcte. La neutralité Suisse doit s’exprimer à l’égard de tous les pays belligérants. Les sanctions financières ne doivent pas être politiques mais purement bancaires et s’exercer indistinctement lorsqu’il y a détournement de fonds avérés. Ce qui devrait aussi concerner les citoyens ukrainiens. corrompus à l’instar d’autres pays en guerre.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@patdeb

Questo vale già da tempo per i cittadini ucraini; potete verificarlo sulla pagina dedicata del SECO. Il paragone con la Croce Rossa è interessante: il CICR lamenta da tempo di avere un accesso limitato proprio in questo conflitto, in particolare ai prigionieri ucraini detenuti dalla Russia. E il fatto che il governo orienti la Svizzera principalmente verso il «blocco europeo» non è certo una novità: la Svizzera lo ha sempre fatto. D’altronde si trova proprio nel cuore dell’Europa.

Das ist für ukrainische Bürger schon lange der Fall, Sie können es bei der entsprechenden Seite des SECO nachschauen. Der Vergleich mit dem Roten Kreuz ist interessant: Das IKRK moniert schon lange, dass es ausgerechnet in diesem Krieg beschränkten Zugang hat - nämlich mehrheitlich zu ukrainischen Gefangenen, die Russland hält. Und dass die Regierung die Schweiz hauptsächlich auf den "europäischen Block" ausrichtet ist ja auch nichts Neues, das hat die Schweiz schon immer getan. Sie liegt ja auch mitten in Europa.

Anonima / Anonimo
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@patdeb

Purtroppo si tratta tutta di propaganda russa. La prego di informarsi meglio. Adottando le sanzioni, la Svizzera rispetta la Carta delle Nazioni Unite e la propria legge sull’embargo del 2002. Non applicare le sanzioni significherebbe rafforzare l’aggressore e indebolire la vittima — il che, di fatto, non avrebbe affatto un effetto neutrale. Se un uomo violenta una donna, non si può voltare lo sguardo con vigliaccheria. La neutralità in questo caso sarebbe pura vigliaccheria e, nel migliore dei casi, indifferenza. Noi svizzeri siamo tenuti a rispettare valori morali più elevati, proprio nella tradizione della Croce Rossa, e semplicemente non possiamo permetterci, né economicamente né moralmente, di risparmiare il colpevole e punire la vittima. L’approvazione dell’iniziativa sulla neutralità comporterebbe inoltre che gli Stati europei (quindi non solo l’UE!) sanzionerebbero la Svizzera per violazione dell’articolo 4 della Carta delle Nazioni Unite e degli obblighi che ne derivano.

Das ist leider alles russ. Propaganda. Bitte informieren Sie sich. Mit der Übernahme der Sanktionen hält sich die Schweiz an die UNO Charta und ihr eigenes Embargo-Gesetz von 2002. Keine Sanktionen würde bedeuten, den Aggressor zu stärken und das Opfer zu schwächen -- was eben gerade nicht neutral wäre in der Wirkung. Wenn ein Mann eine Frau vergewaltigt, gibt es kein feiges Wegschauen. Neutralität wäre in diesem Fall pure Feigheit und im besten Fall noch Gleichgültigkeit. Wir Schweizer sind zu höheren moralischen Werten verpflichtet, gerade in der Tradition des Roten Kreuzes, und können es uns schlicht nicht leisten, weder wirtschaftlich noch moralisch, den Übeltäter zu schonen und das Opfer zu bestrafen. Die Folge der Annahme der Neutralitätsinitiative wäre dann auch, dass die europäischen Staaten (also nicht nur die EU!) die Schweiz sanktionieren würde und zwar wegen Missachtung der UNO-Charta, Artikel 4, und der sich daraus ergebenden Verpflichtungen.

R
Reiner
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Ritengo che la neutralità della Svizzera abbia dato prova di sé in passato.__In politica sono sempre necessari un certo pragmatismo e realismo, soprattutto quando un piccolo Paese come la Svizzera è esposto a minacce dirette da parte del potere e della violenza. Penso alla situazione durante la Seconda guerra mondiale. La protezione della popolazione è sempre un obiettivo prioritario in situazioni del genere. In questo senso trovo comprensibile il comportamento del Consiglio federale durante la Seconda guerra mondiale, ad eccezione della gestione dei rifugiati.__Ma non ho una grande opinione delle accuse a posteriori: col senno di poi si è sempre più intelligenti, e non ci vuole nemmeno coraggio per farlo. Chi può davvero affermare in modo credibile che avrebbe agito meglio in quella situazione?__Lasciamo il passato alle spalle. Ciò che conta è come agiamo ora e in futuro.__Ritengo che la Svizzera svolga un ruolo di modello non trascurabile nel mondo. Posso dirlo perché ho vissuto e lavorato in diversi paesi.__Per questo motivo è particolarmente importante che la Svizzera invii un segnale chiaro e inequivocabile, una dichiarazione di fedeltà alla neutralità perpetua, soprattutto in tempi come questi, in cui sempre più paesi, guidati da dittatori o anche da governanti eletti democraticamente, agiscono in modo aggressivo e prepotente, venendo meno agli accordi stipulati.

Ich bin der Meinung die Neutralität der Schweiz hat sich bewährt in der Vergangenheit.__In der Politik gehört immer ein gewisser Pragmatismus und Realismus dazu, inbesondere wenn ein kleines Land wie die Schweiz direkter Bedrohung drch Macht und Gewalt bedroht ist. Ich denke da an die Situation im 2. Weltkrieg. Der Schutz der Bevölkerung ist in derartigen Situationen immer ein hohes Ziel. Insofern finde ich das Verhalten des Bundesrates im 2. Weltkrieg verständlich, mit Ausnahme des Umgangs mit Flüchtlingen.__Aber ich halte nicht viel von nachträglichen Anschuldigungen, - hinterher kann man immer schlauer sein, und braucht dazu auch keinen Mut. Wer kann schon glaubwürdig sagen, er hätte besser gehandelt in der betreffenden Situation?__Lassen wir dier Vergangenheit. Entscheidend ist wie wir jetzt und in Zukunft handeln.__Ich meine, die Schweiz hat in der Welt eine nicht unbedeutende Vorbild-Rolle. Das kann ich sagen, weil ich in verschiedenen Ländern gelebt und gearbeitet habe.__Aus diesem Grunde ist eine klares und deutliches Signal aus der Schweiz, ein Bekenntnis zur immerwährenden Neutralität gerade in in den heutigen Zeiten, in der wieder mehr Länder von Diktatoren, oder auch demokratisch gewählte Herrscher aggressiv, übergriffig auftreten, eingegangene Verträge missachten, besonders wichtig.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@Reiner

Grazie per il suo contributo. Il voto, però, non è solo un segnale: avrebbe anche chiare implicazioni politiche. Ad esempio, la rinuncia alle sanzioni. Secondo lei, sarebbe questa la strada giusta da seguire?

Danke für Ihren Beitrag. Bei der Abstimmung geht es ja aber um mehr als nur ein Signal, es gäbe auch klare politische Implikationen. Zum Beispiel der Verzicht auf Sanktionen. Wäre das von Ihnen aus gesehen der richtige Weg

Anonima / Anonimo
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@Reiner

Sono d’accordo. Ecco perché la Svizzera deve sostenere le sanzioni contro la Russia. Se l’iniziativa venisse approvata, si tratterebbe di un segnale completamente diverso: potremmo invadere i nostri vicini, perché non abbiamo nulla da temere dalla ricca Svizzera, che occupa una posizione chiave nel commercio delle materie prime. Sarebbe un segnale disastroso!

Das sehe ich auch so. Deshalb muss die Schweiz auch Sanktionen gebenüber Russland mittragen. Wenn die Initiative angenommen würde, wäre das ein ganz anderes Signal: Wir können den Nachbarn überfallen, denn von der reichen Schweiz, die eine Schlüsselstelle im Rohstoffhandel einnimmt, haben wir nichts zu befürchten. Das wäre ein fatales Signal!

A
arlesh
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Che cosa ha significato per l'Ucraina la neutralità, alla luce del Memorandum di Budapest?____I predatori – sia militari che informatici – hanno come primo e principale obiettivo i paesi non allineati.

What did neutrality - following the Budapest Memorandum - do for Ukraine?____Predators - whether military or cyber - have non-aligned countries first and foremost in their crosshairs.

Anonima / Anonimo
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Finora la nostra neutralità è stata un fiore all’occhiello.__Di fronte alle ingiustizie regnava il silenzio e i servizi resi ai detentori del potere rimanevano intatti. __Con un po’ più di autostima, il nostro piccolo e ricco Stato può dare prova di qualcosa di meglio. __Via dai costosi e distruttivi «giocattoli da guerra», verso priorità costruttive come la ricerca sulla pace e le azioni concrete in tal senso, soprattutto nelle crisi. __In breve, verso una neutralità più seria.__In questo modo la Svizzera assume, come esempio per il resto del mondo, un nobile ruolo di guida che merita rispetto e prestigio.

Bis jetzt war unsere Neutralität ein Aushängeschild.__Bei Unrecht herrschte Stillschweigen und Dienstleistungen gegenüber Machthaber blieben fortan intakt. __Mit etwas mehr Selbstbewusstsein kann unser reicher Kleinstaat Besseres an den Tag legen. __Weg von teuren destruktiven “Kriegspielzeugen”, anstelle hin zu konstruktiven Prioritäten wie Friedensforschung und entsprechendes Handeln, vor allem in Krisen. __Kurz, Richtung seriöserer Neutralität.__So übernimmt die Schweiz als Beispiel für die restliche Welt eine noble Führungsrolle, die Respekt und Ansehen verdient.

Anonima / Anonimo
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@Anonima / Anonimo

La migliore ricerca sulla pace è una difesa forte. Le vittime dell’aggressione e della guerra sono state e continuano ad essere coloro che sono deboli e impreparati. Guardate il Belgio, i Paesi Bassi, la Polonia, la Lituania, l’Estonia, la Lettonia… all’epoca. Oggi fanno parte della NATO perché sono stanchi di essere vittime degli aggressori. La NATO è per loro una garanzia di pace.

Die beste Friedensforschung ist eine starke Abwehr. Opfer von Aggression und Krieg wurden/werden die, die schwach und unvorbereitet sind. Schauen Sie auf Belgien, Niederlande, Polen, Litauen, Estland, Lettland... damals. Heute sind sie in der NATO, weil sie es satt haben, Opfer von Aggressoren zu werden. Die NATO ist für sie Friedensversicherung.

S
swiscat
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La Svizzera deve rimanere neutrale e questo è un dato di fatto, non c’è bisogno di cambiarlo. Mio padre ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale per la Svizzera e per la patria; la Svizzera non deve immischiarsi nei conflitti che imperversano in altre parti del mondo. La Svizzera deve combattere per il proprio Paese e non per altri Paesi in cui c’è la guerra: è molto semplice, e questa è la mia opinione

Die Schweiz muss neutral bleiben und das ist einfach so man muss das nicht ändern mein Vater war im zweiten Weltkrieg hat gekämpft für die Schweiz und für das Vaterland die Schweiz muss sich nicht einmischen wo auf der Welt Krieg herrscht die Schweiz muss für sein eigenes Land kämpfen und nicht für ein anderes Ländern wo krieg ist ganz einfach und das ist meine Meinung

Anonima / Anonimo
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@swiscat

Suo padre ha combattuto per la Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale? Me lo deve spiegare!!! Mio nonno era nell’esercito svizzero durante la Seconda Guerra Mondiale e aspettava i tedeschi (e gli italiani). Per fortuna non sono mai arrivati e né lui né altri 400'000 soldati svizzeri hanno dovuto combattere.

Ihr Vater hat im 2. Weltkrieg für die Schweiz gekämpft? Das müssen Sie mir erklären!!! Mein Grossvater war im 2. Weltkrieg in der Schweizer Armee und hat auf die Deutschen (und Italiener) gewartet. Zum Glück sind sie nie gekommen und er und 400'000 andere Schweizer Soldaten mussten auch nicht kämpfen.

H
Hirohisa
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L'idea che la Svizzera debba rafforzare la propria posizione neutrale nei confronti dell'UE è nobile e affonda le sue radici nelle tradizioni del Paese. __Tuttavia, se la Svizzera dovesse scegliere questa strada — e di conseguenza dovesse affrontare difficoltà nell’approvvigionamento di generi alimentari ed energia dall’UE — sarebbe davvero in grado di far fronte a una situazione del genere? __Oppure questo approccio presuppone l’incrollabile buona volontà dell’UE?

The idea that Switzerland should reinforce its neutral stance vis-à-vis the EU is a noble one, rooted in the country's traditions. __Yet, were Switzerland to choose this path—and consequently face disruptions in sourcing food and energy from the EU—could it truly withstand such a situation? __Or does this approach presuppose the EU's unwavering goodwill

R
Rbaaij
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Credo che sia un errore strategico interrompere i legami economici con la Russia. Ciò crea infatti, agli occhi del popolo russo, la percezione che l’Europa sia in realtà il nemico, facendo così il gioco di Putin. ____Consiglio al popolo svizzero di votare a favore della neutralità. In questo modo sarete nuovamente un buon esempio per la storia.

I think it is an strategic error, to break economic ties with russia. As it creates as a result the sentiment that Europe is in fact the enemy, in the eyes of the russian people. Thereby playing into Putins hand. ____I advice the Swiss people to vote for neutrality. That way you will be again a good example for history.

Giannis Mavris
Giannis Mavris SWI SWISSINFO.CH
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@Rbaaij

Una controproposta: la Russia cessi le ostilità e si ritiri dall’Ucraina; a quel punto la Svizzera potrà revocare le sanzioni. Cosa ne pensa? Forse sarebbe una visione strategica più lungimirante.

Ein Gegenvorschlag: Russland stellt die Kriegshandlungen ein und zieht sich aus der Ukraine zurück - dann kann die Schweiz die Sanktionen wieder aufheben. Was halten Sie davon? Das wäre vielleicht eine bessere strategische Weitsicht.

Anonima / Anonimo
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@Rbaaij

A questo punto, l’attenzione del popolo russo è concentrata sulla distruzione dell’identità ucraina e sul ripristino delle aspirazioni imperiali dei tempi passati. L’adozione della cosiddetta “iniziativa di neutralità” andrebbe infatti a vantaggio di Putin, motivo per cui lui e i suoi compari non hanno fatto mistero del loro forte sostegno all’iniziativa. Inoltre, giusto per ricordarlo, è stata proprio la Russia a schiacciare ripetutamente i propri vicini non allineati e neutrali negli ultimi 120 anni. Chiedetelo ai polacchi, agli estoni, ai lettoni, ai lituani, ai finlandesi, ai cechi... __Chiamiamo le cose con il loro nome!

At this point, the eyes of the Russian people are focused on destroying Ukrainian identity and restoring the imperial longings of ages past. Adopting the socalled neutrality initiative would indeed play into Putin's hand which is why he and his cornies have made no secret of their strong support of the initiative. Also, just as a reminder, it was Russia that crushed its blockfree and neutral neighbors repeatedly in the last 120 years. Ask the Poles, the Estonians, the Latvians, the Lithuanians, the Finns, the Czecks..... __Let's call a spade a spade!

Anonima / Anonimo
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@Giannis Mavris

Ottima idea! Bisognerebbe diffondere molto di più questa idea tra la gente, perché sarebbe la via più semplice e veloce verso la pace.

Sehr gute Idee! Man müsste diese Idee viel mehr unter die Leute bringen, denn sie wäre der einfachste und schnellste Weg zum Frieden.

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