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Auto elettriche in Svizzera: sempre più spesso saranno cinesi

BYD è uno dei principali marchi automobilistici cinesi. KEYSTONE/AP/Matthias Schrader sda-ats

(Keystone-ATS) Il numero di auto elettriche cinesi vendute in Svizzera rimane ancora esiguo, ma gli esperti si aspettano una crescita in futuro.

Questo potrebbe contribuire a raggiungere più rapidamente gli obiettivi climatici, ma vi sono anche dei rischi, riferisce oggi il Tages-Anzeiger (TA).

I numeri sono al momento ancora limitati: fra gennaio e agosto 325 vetture nuove cinesi sono state immatricolate nella Confederazione. Si tratta però pur sempre di una quantità già quasi pari a quella registrata nell’intero periodo 2018-2022, anche se va considerato che ogni anno vengono immesse sulle strade circa 300’000 nuove auto.

La Cina sta però per diventare una seria concorrenza per i fabbricanti europei. “La quota dei produttori cinesi aumenterà”, afferma Christoph Schreyer, responsabile della sezione trasporti efficienti dal punto di vista energetico dell’Ufficio federale dell’energia (UFE), in dichiarazioni riportate dalla testata zurighese. Anche Auto-Svizzera, l’associazione degli importatori, prevede una progressione.

Uno sguardo alla Germania può far capire cosa stia succedendo. Nei primi otto mesi di quest’anno il paese ha importato 300’000 auto elettriche, due terzi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e la nazione fornitrice più importante è stata la Cina. Le importazioni dal paese asiatico stanno aumentando anche in altri stati europei. Nel 2022 sono entrate in Europa auto elettriche per un valore di 15,4 miliardi di dollari; da gennaio a luglio di quest’anno la cifra era già di 13,1 miliardi. Gli esperti del Chemnitz Automotive Institute stimano che nel 2025 un’auto elettrica su quattro in Europa potrebbe provenire dalla Cina.

Negli ultimi anni, l’industria automobilistica cinese ha accumulato un grande know-how. Secondo gli specialisti del settore i veicoli elettrici in questione sono ora competitivi sia dal punto di vista tecnologico che del prezzo: molti modelli hanno un vantaggio di costo di diverse migliaia di euro.

È probabile che questo abbia delle conseguenze anche in Svizzera, dove la maggior parte delle e-car vendute oggi si colloca nel segmento di prezzo medio-alto. “I modelli cinesi faranno pressione sui prezzi”, sostiene Schreyer. Per i consumatori, una gamma più ampia di vetture elettriche a prezzi interessanti potrebbe essere vantaggiosa e rendere più facile l’approccio alla mobilità elettrica.

La pressione esercitata dalla Cina potrebbe quindi contribuire ad accelerare la decarbonizzazione dei trasporti auspicata dai politici in Europa. Ma non mancano le preoccupazioni. Secondo il consigliere nazionale Michael Töngi (Verdi/LU) sarebbe un buona cosa se i fornitori cinesi offrissero auto piccole a prezzi accessibili: oggi ce ne sono troppo poche, afferma, e lo sviluppo si sta muovendo in direzione dei SUV. “Tuttavia, dobbiamo fare attenzione che le vetture elettriche sostituiscano effettivamente il motore a combustione e non diventino una seconda o terza auto”, sottolinea il politico – membro del comitato centrale dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) – intervistato da TA. Il timore non è campato in aria: oggi sono soprattutto i proprietari di case ad acquistare una vettura elettrica e per di più come seconda auto, ha mostrato una ricerca del Politecnico federale del 2020.

Resta da vedere quanto rapidamente aumenterà il numero di auto cinesi in Svizzera. “Probabilmente per il momento non sarà possibile raggiungere il leader di mercato Volkswagen o altri marchi affermati”, afferma il portavoce di Auto-Svizzera Christoph Wolnik, citato dal quotidiano. Nell’affollato mercato automobilistico l’affermazione di nuovi costruttori richiede infatti tempo e spesso un grande budget a livello di marketing. Gli operatori che entrano nel mercato devono anche costruire una rete di concessionari e un’assistenza affidabile. Inoltre, il consumatore elvetico ha un potere d’acquisto molto elevato – l’anno scorso l’auto nuova è stata venduta in media a più di 50’000 franchi – e i produttori europei di vetture elettriche risultano ancora essere piuttosto competitivi nel segmento premium. Infine, gli automobilisti elvetici sono generalmente fedeli al proprio marchio.

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