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Banca zurighese MBaer nel mirino del Tesoro Usa e della Finma

Keystone-SDA

Banca svizzera nel mirino del Dipartimento del tesoro americano: l'istituto MBaer Merchant Bank di Zurigo viene classificato come "rischio primario per il riciclaggio di denaro".

(Keystone-ATS) Sul caso si è attivata anche la Finma, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari.

L’autorità statunitense competente in materia di riciclaggio FinCEN (Financial Crimes Enforcement Network) intende negare alla MBaer l’accesso al sistema finanziario americano, ha indicato oggi il Dipartimento del tesoro. La società avrebbe “fatto transitare attraverso il sistema finanziario americano centinaia di milioni di dollari per conto di soggetti illegali che hanno legami con l’Iran e la Russia”. In concreto, alle banche Usa sarà vietato aprire o gestire conti di corrispondenza per conto di MBaer o a suo nome, spiega la Finma in un proprio comunicato diffuso pure in giornata. La misura proposta da FinCEN è attualmente in fase di consultazione pubblica.

Tre settimane or sono l’autorità elvetica aveva concluso un procedimento di enforcement (termina inglese che la Finma usa quando parla di esecuzione, cioè di applicazione del diritto) nei confronti di MBaer, concernente, fra le altre cose, le disposizioni in materia di riciclaggio e la gestione dei rischi nell’ambito delle sanzioni. La decisione non è ancora passata in giudicato: un ricorso dell’azienda è pendente presso il Tribunale amministrativo federale. Nel frattempo per tutta la durata del procedimento giudiziario la corte ha ordinato misure di accompagnamento; un incaricato della verifica della Finma è stato nominato per monitorare la situazione.

“La Finma opera a stretto contatto con la FinCEN”, sottolineano i funzionari bernesi. La cooperazione si fonda sulla legge sulla vigilanza dei mercati finanziari e su una convenzione bilaterale (memorandum of understanding) stipulata tra le autorità.

Contattata dall’agenzia Awp, MBaer dice di prendere atto della decisione del Tesoro americano: si pronuncerà concretamente sul caso però solo dopo solo dopo aver consultato i propri avvocati americani. Allo stesso tempo l’azienda sottolinea di disporre di una solida base di capitale e liquidità. Continuerà quindi la propria attività commerciale nei limiti del possibile.

Il fuoco incrociato dei gendarmi finanziari americani e svizzeri colpisce una banca che afferma di rifarsi a una tradizione che risale alla fine dell’Ottocento: l’istituto è stato infatti fondato da Michael Bär, pronipote del fondatore del colosso bancario Julius Bär. La società ha ricevuto la licenza bancaria nel 2018.

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