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Bombe a mano svizzere: finite anche in Libia

Bombe a mano fabbricate dalla società svizzera Ruag sarebbero finite non solo nelle mani dell'Isis in Siria, ma anche delle milizie armate che operano in Libia KEYSTONE/EDI ENGELER sda-ats

(Keystone-ATS) Bombe a mano fabbricate dalla società svizzera Ruag sarebbero finite non solo nelle mani dell’Isis in Siria, ma anche delle milizie armate che operano in Libia.

Lo afferma il “SonntagsBlick”, che pubblica alcune foto delle armi in questione. “Dalle immagini si può dedurre che si tratta di una granata della Ruag, parte di una consegna del 2003 agli Emirati Arabi Uniti”, ha detto a Keystone-ATS Clemens Gähwiler, portavoce della società d’armamento controllata dalla Confederazione

La bomba potrebbe far parte della stessa fornitura agli Emirati, poi dirottata verso la Siria in violazione delle norme contrattuali, vicenda già finita sulle pagine dei giornali la settimana scorsa.

Casi analoghi erano già emersi nel 2012 e nel 2016. Nel frattempo sono state prese contromisure: l’azienda ha anche tenuto a sottolineare che dal 2003/2004 non ha più esportato bombe a mano verso i paesi arabi.

Le nuove informazioni sono state rivelate in un momento in cui il Consiglio federale vuole modificare l’ordinanza sull’esportazione di materiale bellico. La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha già espresso parere favorevole, mentre la commissione “sorella” del Consiglio degli Stati ha rinunciato a formulare raccomandazioni. La modifica dell’ordinanza consentirebbe alla Svizzera di esportare armi anche verso paesi teatro di conflitti interni.

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