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Borsa svizzera: chiude in ribasso, SMI -1,02%

Non è stata una buona settimana per i mercati. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats

(Keystone-ATS) Cinque volte su cinque: anche oggi la borsa svizzera ha chiuso in ribasso, come nelle altre quattro sedute della settimana. L’indice dei valori guida SMI ha terminato a 10’874,90 punti, giù dell’1,02% rispetto a ieri. Sull’arco di sette giorni è stato perso il 3,6%.

L’atmosfera generale si è chiaramente offuscata sui mercati finanziari con l’inizio del secondo semestre. Stanno pesando i previsti nuovi aumenti dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali e il peggioramento delle prospettive per l’economia globale, con effetti a cascata sugli utili aziendali.

Negli Stati Uniti l’economia in giugno ha creato meno impieghi di quanto atteso: questo dato – che potrebbe indurre la Federal Reserve a una politica monetaria un po’ meno rigorosa – ha permesso al mercato elvetico di compiere nel pomeriggio una fugace sortita in territorio positivo, ma dopo pochi minuti sono riaffiorati i dubbi e diversi investitori hanno preferito non esporsi troppo in vista del fine settimana.

A influire negativamente sul listino elvetico sono stati soprattutto i pesi massimi Nestlé (-1,34% a 104,66 franchi), Roche (-2,03% a 265,20 franchi) e Novartis (-3,15% a 84,91 franchi). La scarsa verve dei valori difensivi è stata confermata anche da Swisscom (-0,72% a 551,20 franchi), interessata da una denuncia per concorrenza sleale in merito alle sue affermazioni pubblicitarie relative alla protezione del clima.

Il buon momento dei titoli tecnologici ha messo le ali a Logitech (+2,19% a 53,20 franchi) e acquisti sono stati segnalati, in ambito finanziario, soprattutto su UBS (+2,05% a 17,67 franchi) e Swiss Re (+2,35% a 88,84 franchi). Alcune azioni hanno inoltre almeno in parte rimbalzato dopo le forti perdite di ieri: è il caso di Geberit (+0,75% a 444,60 franchi).

Nel mercato allargato non sono passate inosservate le ultime comunicazioni di Clariant (+4,85% a 13,19 franchi) e di Sulzer (+4,06% a 79,40 franchi): la prima azienda ha lanciato un avvertimento su fatturato e utili, mentre la seconda ha ritoccato al rialzo le previsioni, sulla base del netto aumento delle nuove commesse registrato nel primo semestre.

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