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Borsa svizzera: chiusura in rialzo, SMI +0,44%

(Keystone-ATS) Termina in rialzo l’ultima giornata della settimana per la Borsa svizzera. Sia l’indice dei titoli guida SMI che quello allargato SPI hanno guadagnato lo 0,44%, rispettivamente a 9’176,99 e 10’448,96 punti.

Dopo un avvio in sordina, un netto rialzo è stato registrato in seguito a dati congiunturali provenienti dagli Stati Uniti. La creazione di impieghi ha infatti conosciuto un’impennata ai limiti del pirotecnico in luglio (+209’000 posti), sorpassando le attese degli analisti. Il tasso di disoccupazione è al livello più basso da 16 anni (4,3%).

Dati congiunturali sono giunti anche dall’Italia: a giugno le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,6% rispetto al mese precedente e dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Si tratta dell’incremento maggiore da oltre un anno.

Sempre nel Bel Paese si consolida tra l’altro anche la crescita economica, con segnali positivi diffusi a livello settoriale e sul mercato del lavoro. Secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat) migliora la fiducia dei consumatori e, in parte, quella delle imprese.

In Svizzera dovrebbe invece aumentare la richiesta di forza lavoro nell’industria, nel settore bancario e assicurativo. L’indicatore dell’impiego calcolato dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) ha toccato quota 2,5 punti nel terzo trimestre dell’anno, il suo livello più alto da tre anni. Tre mesi prima era a 1,7 punti (dato rivisto da 1,4).

In mattinata Lonza ha annunciato l’acquisto dalla società di investimenti Cross l’azienda ticinese Micro-Macinazione. L’ammontare dell’operazione non è stato rivelato. Il titolo del gruppo basilese ha perso lo 0,78% a 228,50 franchi.

Swiss Re ha dal canto suo passato tutta la giornata in territorio nettamente negativo, e ha chiuso le contrattazioni con un -3,05% a 92,05 franchi, risultando il peggior titolo della giornata. L’azienda ha registrato nel primo semestre di quest’anno un utile netto di 1,2 miliardi di dollari (960 milioni di franchi) rispetto agli 1,9 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2016. Il solo ciclone Debbie, abbattutosi sull’Australia in marzo, ha pesato sul risultato per 360 milioni di dollari.

Contrastati gli altri assicurativi, con Zurich Insurance in calo dello 0,47% a 297,20 franchi e Swiss Life in crescita dello 0,30% a 362,80. Contrastati anche i bancari, con Credit Suisse in impennata del 2,07% a 15,27, Julius Baer in discesa dello 0,45% a 55,50 e UBS in incremento dello 0,71% a 17,06 franchi.

Tutti positivi invece i pesi massimi difensivi, con Nestlé che sale dello 0,79% a 83,25 franchi, Roche dello 0,45% a 248,00 e Novartis dello 0,30% a 82,60. Fra gli altri titoli, buon andamento di Geberit (+1,35% a 482,00), Richemont (+1,19% a 85,35) e Lafargeholcim (+1,03% a 59,00 franchi).

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