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Budanov, “prossimo round colloqui entro fine di questa settimana”

Keystone-SDA

Kyrylo Budanov, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che il prossimo round di colloqui con Russia e Stati Uniti potrebbe tenersi entro la fine di questa settimana.

(Keystone-ATS) “Penso che sarà alla fine della settimana, questa settimana”, ha detto ai media ucraini, ripresi dal Guardian, senza specificare il luogo dei colloqui.

Intanto, secondo un rapporto della Banca mondiale, l’Ucraina ha bisogno di 588 miliardi di dollari per la ricostruzione, una cifra quasi tre volte superiore alla produzione economica annuale del Paese.

Più di una casa su sette in Ucraina è stata danneggiata o distrutta a causa della guerra, si legge nel rapporto. I costi di ricostruzione sono stati più elevati nel settore dei trasporti, con una stima di 96 miliardi di dollari, seguito dai settori energetico e abitativo, con circa 90 miliardi di dollari ciascuno.

Il vice segretario del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitry Medvedev, ha affermato che “il destino di Benito Mussolini e Adolf Hitler costituisce un esempio lampante per le attuali autorità di Kiev”.

Medvedev, citato dall’agenzia Ria Novosti, ha affermato che, se il conflitto dovesse finire, nella migliore delle ipotesi i leader ucraini potranno fuggire in “uno dei Paesi di confine”. “E nel peggiore dei casi, saranno impiccati dal loro stesso popolo proprio sulla Maidan”, ha aggiunto Medvedev.

Maidan, che in ucraino significa “piazza”, è diventata famosa con questo semplice appellativo, o con quello di Euromaidan, dopo le manifestazioni che nel 2014 portarono al rovesciamento del presidente filorusso Viktor Yanukovich. Ma il nome completo è Maidan Nezalezhnosti cioè Piazza dell’Indipendenza.

Intanto, l’Ue ha dato il via libera a sanzioni contro otto individui ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e di aver compromesso lo stato di diritto in Russia. Lo rende noto il Consiglio dell’Ue a margine della riunione dei ministri degli Esteri.

Tra i destinatari delle misure figurano membri della magistratura coinvolti nella condanna di attivisti russi per accuse che l’Ue considera di “natura politica”, nonché dirigenti di colonie penali in cui prigionieri politici sarebbero stati detenuti in condizioni disumane e degradanti. Nell’elenco compaiono, tra gli altri, Aleksei Vasilyevich Valizer, a capo di una colonia penale, e Anton Vladimirovich Rychar, responsabile di un centro di detenzione preventiva.

Le sanzioni prevedono il divieto di ingresso o transito nell’Ue, il congelamento dei beni eventualmente detenuti sul territorio europeo e il divieto per cittadini e imprese dell’Unione di mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche.

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