UBS ammette la strategia carente
UBS ha pubblicato oggi il «Rapporto sulla trasparenza» richiesto in maggio dal parlamento. Stando al rapporto di 76 pagine, le ingenti perdite subite dall'istituto durante la recente crisi finanziaria sono principalmente riconducibili alla mancanza di pianificazione strategica nel settore dell'investment banking e al sistema di retribuzione applicato prima della crisi i cui incentivi erano volti a generare fatturato senza considerare adeguatamente i rischi.
Secondo il rapporto, l’istituto finanziario elvetico ha inoltre sottovalutato la situazione negli Stati Uniti, infatti, i prodotti finanziari correlati al mercato immobiliare americano erano considerati sicuri. La banca si è basata su modelli di statistiche e agenzie di rating esterne senza metterli minimamente in dubbio.
Nel rapporto, UBS afferma che rinuncerà alle vie legali contro gli ex quadri. È dello stesso avviso il Prof. Dott. Peter Forstmoser, che ha redatto una perizia giuridica esterna a tale riguardo. Per la banca adire le vie legali sarebbe troppo oneroso e metterebbe a rischio gli interessi degli azionisti.
In un comunicato della banca, è citato Kaspar Villiger, presidente del Consiglio di amministrazione: «Ciò che è accaduto non sarebbe dovuto succedere», ma per l’istituto finanziario si tratta di un importante insegnamento su cui basare le scelte future. UBS ha cambiato praticamente tutta la direzione, adeguato la governance e rielaborato le strategie di fondo.
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