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Centrali nucleari mettono a rischio migliaia posti lavoro, ZHAW

Le centrali nucleari mettono a rischio migliaia di posti di lavoro, ZHAW
Secondo uno studio della ZHAW, le centrali nucleari mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. Keystone-SDA

Se in Svizzera venissero nuovamente autorizzate centrali nucleari vi sarebbero conseguenze negative sull'occupazione nei settori dell'edilizia e delle energie rinnovabili.

(Keystone-ATS) Lo indica un recente studio della Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), secondo il quale i posti di lavoro a rischio sarebbero migliaia.

Secondo gli autori della ricerca, la semplice abrogazione del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari, senza altre misure, metterebbe a rischio nei prossimi cinque anni da 5800 a 9500 posti nei settori del fotovoltaico e dell’edilizia. Nei prossimi dieci anni, gli impieghi a rischio potrebbero arrivare fino a 10’600.

La costruzione di una nuova centrale nucleare creerebbe nuovi posti di lavoro ma, poiché la Svizzera dovrebbe acquisire dall’estero competenze e tecnologia necessari, un tale progetto non riuscirebbe a compensare neanche lontanamente, nemmeno a lungo termine, i posti di lavoro a rischio nei settori del fotovoltaico e dell’edilizia, sostengono i ricercatori della ZHAW.

Lo studio afferma che “una politica energetica e climatica incentrata sulle energie rinnovabili e sul risanamento degli edifici è migliore non solo dal punto di vista ecologico, ma anche dal punto di vista dell’occupazione”. Il divieto di costruzione di nuovi impianti atomici previsto dalla Legge federale sull’energia nucleare “non solo tutela la strategia di investimenti nelle energie rinnovabili, ma anche i posti di lavoro a livello locale in Svizzera”.

In Svizzera la costruzione di una nuova centrale nucleare è attualmente vietata, ma secondo il Consiglio federale e il parlamento dovrebbe tornare ad essere consentita. Alla fine di giugno un’ampia coalizione di oppositori ha però lanciato un referendum contro questa decisione: probabilmente nel febbraio 2027 il popolo potrà decidere se abolire il divieto. Nel 2017 la popolazione si era espressa contro la costruzione di nuove centrali approvando la Strategia energetica 2050 con il 58% dei voti.

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