CF: F-35A, 30 caccia invece di 36, nuovo sistema difesa terra-aria
Meno caccia F-35A rispetto al previsto per motivi di politica finanziaria, e per rispettare la volontà popolare, e un nuovo sistema di difesa aerea a lunga gittata per far fronte ai ritardi nella fornitura del sistema Patriot.
(Keystone-ATS) Queste le decisioni più importanti, in parte attese, annunciate oggi dal “ministro” della difesa, Martin Pfister, ai media in materia di sicurezza.
Per quanto attiene ai Patriot, Pfister ha spiegato il ritardo con la guerra in Ucraina e le nuove priorità fissate dagli Stati Uniti per aiutare questo paese sotto attacco da parte della Russia ormai da quattro anni. Al momento, ha aggiunto, “pensiamo a un ritardo di 4-5 anni nella fornitura delle cinque batterie lanciamissili. Tale proroga avrà senz’altro dei costi elevati, che non è possibile stimare al momento”, ha ammesso Pfister.
Un ritardo che mal si concilia col peggioramento della situazione attuale a livello di sicurezza, ha spiegato il consigliere federale centrista, dal momento che il pericolo maggiore viene proprio da possibili attacchi da lunga distanza. Pur mantenendo questa transazione con gli Usa, è quindi emersa urgentemente la necessità di esaminare l’acquisto di un altro sistema di difesa a lunga gittata per proteggere la Svizzera, preferibilmente prodotto in un Paese europeo o di un sistema extraeuropeo fabbricato nel Vecchio Continente.
Da un lato, ciò ridurrà la dipendenza da una singola catena di approvvigionamento o da un singolo Stato e, dall’altro, garantirà una maggiore disponibilità, ha spiegato il “ministro” di Zugo, secondo cui verranno testati tutti i sistemi disponibili sul mercato con l’eccezione, per ragioni politiche, di quelli russi o cinesi per esempio. Agendo in questo modo, ha affermato, si ridurrà il rischio risultante da termini di consegna non confermati e costi aggiuntivi non specificabili. Al contempo, l’effetto protettivo contro gli attacchi a distanza verrebbe ampliato con un secondo sistema.
I risultati dell’esame dovranno essere presentati al Consiglio federale entro l’estate 2027, anche se Pfister ha detto di sperare in tempi più stretti. Circa il finanziamento, ha asserito Pfister, le risorse necessarie verrebbero richieste nel messaggio sull’esercito o in un messaggio aggiuntivo. Il finanziamento avverrebbe nell’ambito del budget ordinario dell’esercito.
Una trentina di caccia
Circa i jet da combattimento, Pfister ha ricordato l’impegno con la popolazione di non spendere più di sei miliardi di franchi per 36 velivoli. Poiché nel frattempo i costi sono lievitati di 1,1 miliardi, il Consiglio federale ha stabilito, per ragioni anche di politica finanziaria, di accontentarsi di un numero inferiore, ossia una trentina di aviogetti, stando al calcoli attuali.
Il numero esatto, ha sottolineato il capo della difesa, “potrà essere definito soltanto quando il governo statunitense avrà negoziato con i produttori i contratti relativi agli aerei e ai propulsori rimanenti per i prossimi lotti di produzione”.
Il Governo, alla luce delle ristrettezze finanziarie e del voto popolare, deve insomma far buon viso a cattivo gioco giacché, come affermato da Pfister, “la riduzione al di sotto di 36 caccia abbia conseguenze negative dal punto di vista militare e operativo, in particolare per quanto riguarda la fornitura di prestazioni e la capacità di resistenza in caso di tensioni elevate e di conflitti e in considerazione dell’attuale situazione in materia di politica di sicurezza (per una difesa aerea complessiva e adeguata all’attuale situazione di minaccia sarebbero necessari da 55 a 70 arei da combattimento moderni, n.d.r)”.
Ad ogni modo, per compensare i costi aggiuntivi dovuti al rincaro, all’andamento dei prezzi delle materie prime e ad altri fattori, l’esecutivo chiederà al Parlamento, nell’ambito del messaggio sull’esercito 2026, un credito addizionale di 394 milioni, esaurendo così il volume finanziario approvato per l’acquisto dei nuovi jet che dovranno sostituire gli FA-18 Hornet, anche quest’ultimi di fabbricazione statunitense e ormai giunti alla fine del loro ciclo di vita.