Cina: premi Nobel e attivisti per liberazione Liu Xiaobo
(Keystone-ATS) Con due diverse lettere indirizzate al nuovo capo del Partito comunista cinese, Xi Jinping, decine di premi Nobel e di attivisti cinesi hanno chiesto la liberazione di Liu Xiaobo, l’intellettuale che sta scontando una condanna a 11 anni di prigione per ‘sovversione’.
Le lettere hanno coinciso con la diffusione della prima intervista della moglie del premio Nobel detenuto, Liu Xia, che dagli arresti domiciliari ha affermato di vivere “in una situazione che neanche (lo scrittore boemo) Franz Kafka avrebbe potuto immaginare”. La donna, che ha 53 anni, è detenuta illegalmente nella sua abitazione dal 2009, quando suo marito fu condannato per aver scritto e promosso il manifesto pro-democrazia Charta08.
Tra i 134 premi Nobel che hanno firmato l’appello figurano l’arcivescovo Desmond Tutu, il Dalai Lama e la scrittrice americana Toni Morrison. Nell’unica risposta ufficiale un portavoce governativo ha sottolineato che la Cina è “uno Stato di diritto” e ha accusato i premi Nobel di “interferenza” negli affari interni di Pechino.
Decine di attivisti cinesi affermano nella seconda lettera che l’esistenza di prigionieri politici “non aiuta a migliorare l’immagine della Cina nel mondo”. L’imbarazzo di Pechino è aggravato dal fatto che lunedì prossimo lo scrittore Mo Yan ritirerà a Stoccolma il premio Nobel per la letteratura, il primo ad essere mai stato assegnato ad un artista che vive nella Repubblica popolare cinese.