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Commercio al dettaglio, nel 2026 è attesa una crescita moderata

Keystone-SDA

Nel 2026 il commercio al dettaglio elvetico dovrebbe vedere crescere moderatamente il fatturato, malgrado il rallentamento del mercato del lavoro e il clima di fiducia dei consumatori ancora poco roseo.

(Keystone-ATS) Stando a uno studio di UBS i ricavi aumenteranno dell’1,0% a livello nominale, un dato che scende allo 0,8% in termini reali, tenendo cioè conto della (bassa) inflazione.

Rispetto al 2025, per cui è stimata una progressione reale dell’1,8%, vi sarà quindi un rallentamento, emerge dai dati calcolati per la banca dalla società di consulenza Fuhrer & Hotz nell’ambito dell’UBS Retail Outlook, il rapporto sul settore che viene pubblicato a scadenza annuale.

I consumi dovrebbero quindi perdere leggermente slancio. Secondo gli esperti di UBS ciò è dovuto principalmente a due fattori: da un lato, il mercato del lavoro continuerà probabilmente a indebolirsi a causa della crescita economica inferiore alla media in Svizzera; dall’altro lato, gli scarti salariali reali dovrebbero rimanere positivi, ma nettamente inferiori rispetto al 2025.

Nel 2026 è previsto un leggero indebolimento del franco rispetto all’euro, motivo per cui il turismo degli acquisti non dovrebbe diventare più attraente. Il commercio online continuerà però probabilmente ad acquisire importanza e quindi si prevede che anche il fatturato destinato all’estero aumenterà.

“Da alcuni anni l’andamento reale del giro d’affari nel commercio al dettaglio si dimostra più solido di quanto lascerebbe supporre il clima di fiducia dei consumatori”, osserva Meret Mügeli, economista di UBS, citato in un comunicato. A metà del 2022, sullo sfondo dell’aumento dell’inflazione, il clima di fiducia era sceso al di sotto della media pluriennale e da allora non ha più registrato alcuna ripresa. Nonostante gli incrementi salariali reali degli ultimi anni, i sottoindici relativi alla valutazione della propria situazione finanziaria da parte dei consumatori e alla propensione a effettuare acquisti importanti continuano a essere giudicati pessimisticamente. Inoltre malgrado la bassa inflazione la percezione del costo dei prodotti da parte di molti consumatori rimane elevata.

La sensibilità ai prezzi e il comportamento d’acquisto selettivo dovrebbero aumentare la pressione concorrenziale. E nel frattempo i risultati di un sondaggio condotto da Fuhrer & Hotz indicano che la qualità della cooperazione tra commercio e industria è diminuita: entrambe le parti attribuiscono questo calo a una minore comprensione reciproca, a una minore disponibilità al compromesso e a un clima più cupo.

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