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Controlli negli aeroporti: Svizzera chiede a Ue più flessibilità

controllo passaporti di un aeroporto
Keystone-SDA

La Svizzera ha chiesto all'Ue maggiore flessibilità nei controlli di frontiera negli aeroporti. Berna, insieme ad altri otto Paesi, ha inviato una lettera in tal senso alla Commissione europea.

(Keystone-ATS) Secondo quanto dichiarato oggi a Keystone-ATS da una portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), la richiesta è che il sistema di ingressi e uscite (Entry/Exit System, EES) possa essere sospeso per periodi prolungati. Una prassi uniforme dovrebbe essere applicata a tutti gli Stati membri.

La notizia era stata anticipata dal portale di notizie Politico. Un addetto stampa della Commissione europea ha in seguito confermato a Keystone-ATS la ricezione della missiva.

Il sistema EES gestisce le frontiere esterne dello spazio Schengen, registrando entrate e uscite, ed è in vigore definitivamente dallo scorso 10 aprile, anche se l’introduzione a tappe nella Confederazione è iniziata nell’ottobre 2025. In Svizzera viene usato negli aeroporti.

La novità di fatto sostituisce la timbratura manuale del passaporto con una registrazione digitale e acquisisce i dati biometrici (immagine del volto e impronte digitali). Ciò avviene solitamente al primo ingresso e richiede dai 60 ai 70 secondi per persona. Viene effettuata solo una volta: per i successivi attraversamenti di confine bastano tre secondi.

Il sistema riguarda i cittadini di Stati terzi esenti da visto che desiderano soggiornare nello spazio Schengen per un massimo di 90 giorni. Si tratta in genere di turisti provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna o Asia.

A causa dei tempi di elaborazione più lunghi, la portavoce della SEM ha aggiunto che, in circostanze eccezionali, l’infrastruttura potrebbe essere sovraccaricata per brevi periodi. Questo richiede delle misure, ed è nell’interesse della Svizzera che, oltre a una prassi uniforme, vi sia anche una base giuridica vincolante.

Per evitare code interminabili, la raccolta dei dati biometrici potrà essere sospesa quest’estate in casi speciali, ha dichiarato da parte sua l’addetto stampa della Commissione da Bruxelles. Tuttavia, il transito dalla frontiera dovrebbe comunque essere registrato nel sistema.

Riguardo alla richiesta di Berna di estendere la sospensione della raccolta dati oltre l’estate, il portavoce è rimasto cauto. “Siamo in stretto e costruttivo contatto con i pochi Stati membri in cui si riscontrano problemi ad alcune frontiere”, ha affermato.

All’aeroporto di Zurigo tempi di attesa di una o due ore si possono verificare in rari casi, aveva detto a inizio giugno una portavoce dello scalo. Ciò accade in particolare quando arrivano contemporaneamente diversi voli provenienti da fuori dallo spazio Schengen. In generale, il sistema funziona in modo stabile e affidabile.

A Ginevra, durante le vacanze di gennaio e febbraio, si sono osservati ritardi a causa dell’elevato numero di viaggiatori. Al suo apice, l’attesa ha raggiunto le due ore e mezza.

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