«L’agricoltura industriale non ha futuro»
Per rimediare alla fame del mondo l'agricoltura deve essere più ecologica e deve concentrarsi sui bisogni dei piccoli contadini. Quattro associazioni svizzere chiedono alla Confederazione di intervenire in tal senso.
«L’agricoltura industriale che necessita una grande quantità di energia e di prodotti chimici non ha futuro. L’agricoltura deve diventare più umana e sostenibile».
Con questi termini Hans Herren, copresidente svizzero del Consiglio mondiale dell’agricoltura, ha riassunto in una conferenza stampa martedì a Berna il rapporto dell’aprile 2008 sull’agricoltura IAASTD (Valutazione internazionale delle scienze e tecnologie agricole al servizio dello sviluppo).
La produzione intensiva ha conseguenze drammatiche sul suolo, il clima e le piccole aziende agricole. Inoltre il numero di persone che soffrono la fame ha comunque raggiunto i 925 milioni.
Swissaid, Pane per tutti, Greenpeace e l’Unione svizzera dei contadini chiedono alla Confederazione di prendere misure concrete anche in Svizzera, ad esempio garantendo l’approvvigionamento dei mercati regionali e decretando una moratoria di cinque anni sugli agrocarburanti.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.