The Swiss voice in the world since 1935

Cst: no “croce svizzera” su prodotti fabbricati all’estero

dettaglio di una scarpa ON
Il caso On arriva in Parlamento Keystone-SDA

La decisione dell'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) di permettere alla società "On", azienda di cui Roger Federer è fra i principali azionisti, di applicare la croce svizzera sulle proprie scarpe prodotte in Asia, va annullata.

(Keystone-ATS) È l’appello lanciato oggi dal Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione – 35 voti a 5 – in tal senso del “senatore” Fabio Regazzi (Centro/TI).

Il cambiamento di prassi deciso dall’IPI nella primavera scorsa – che non piace alle PMI elvetiche come affermato da Regazzi in qualità anche di presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) – potrebbe avere conseguenze spiacevoli per l’intera economia.

A parere dell’imprenditore ticinese, la decisione dell’IPI potrebbe sfociare infatti in un indebolimento del marchio “Svizzera” e nella perdita di fiducia da parte dei consumatori. In particolare, si temono delocalizzazioni della produzione e quindi la perdita di posti di lavoro.

Per l’esponente del Centro alla camera dei Cantoni, è urgente che il Consiglio federale faccia qualcosa prima che sia troppo tardi. Un appello ripreso anche da Isabelle Chassot (Centro/FR) e Baptiste Hurni (PS/NE), secondo i quali il cambiamento di prassi dell’IPI è stato deciso senza consultare il parlamento.

Un simile stravolgimento, secondo loro, necessita invece di un dibattito democratico in aula. Ne va della sopravvivenza delle aziende elvetiche che hanno investito molto per produrre nella Confederazione e potersi quindi fregiare del “Made in Switzerland”, un marchio sinonimo di qualità molto apprezzato all’estero che da solo vale anche sui mercati prezzi più elevati.

Anche per Regazzi è necessario che il Governo – contrario alla mozione – non rinvii questo problema alle calende greche, bensì si chini al più presto su una decisione che penalizza le PMI elvetiche rispetto ai concorrenti che, pur producendo all’estero, possono comunque fregiarsi della croce svizzera.

Facendo buon visto a cattivo gioco, il “ministro”di giustizia e polizia (DFGP), Beat Jans, ha voluto però ricordare che la questione è assai complessa. Nella risposta scritta fornita a Regazzi il 10 di settembre scorso, il Governo scriveva che, pur prendendo sul serio le preoccupazioni delle PMI elvetiche che devono affermarsi in un contesto economico sempre più impegnativo, respingeva una modifica della legislazione.

Il Consiglio federale aggiungeva però di aver incaricato proprio l’IPI di esaminare le ripercussioni dell’adeguamento della prassi sulle imprese. Fondandosi sui risultati di questa valutazione, se del caso il Consiglio federale avrebbe poi sottoposto al Parlamento proposte concrete.

La risposta dell’Esecutivo, considerata dilatoria, non ha convinto il plenum che chiede al Governo di accelerare il tutto. Se non si fa nulla i danni rischiano di essere irreversibili per la nostra economia, si è sentito in aula.

Scarpe On e nuova prassi

L’IPI ha introdotto la nuova prassi nel marzo di quest’anno. Da allora, la croce svizzera può essere utilizzata anche per indicazioni quali “Swiss Design” o “Swiss Engineering”, anche se la produzione avviene interamente all’estero. L’IPI ha motivato questa decisione sostenendo che l’economia svizzera risente della forza del franco e degli elevati dazi statunitensi.

La nuova prassi è in gran parte legata a una lunga vertenza con le autorità svizzere del produttore di scarpe On, che lo scorso marzo aveva annunciato di avere avuto la meglio in merito all’utilizzo della croce elvetica.

Innovazione, fiore all’occhiello elvetico

Nella sua risposta alla mozione Regazzi, il Governo faceva notare che da anni la Svizzera è considerata un polo di innovazione leader a livello mondiale (nel 2023 in Svizzera sono stati investiti quasi 26 miliardi di franchi in ricerca e sviluppo, mentre quasi 150 mila persone erano coinvolte direttamente o indirettamente, in attività di ricerca e innovazione, scrive il Governo).

Per questo, secondo l’Esecutivo, le imprese elvetiche attive a livello internazionale hanno un legittimo interesse a richiamare l’attenzione sulla “Swissness” e sui criteri qualitativi ad essa associati per le attività in questo settore.

Inversamente, aggiungeva il Consiglio federale, s’intende permettere di fare lo stesso alle imprese straniere che, grazie all’attrattiva della Svizzera, decidono di insediarvi le loro attività di ricerca e sviluppo creando così posti di lavoro.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR